Cresce la protesta in Iran

Ormai da giorni, dopo le proteste del Gran Bazar di Teheran, il popolo iraniano è sceso in piazza: studenti, commercianti e gente comune,

Il popolo è in piazza e grida slogan contro il governo.

BBC riporta che “le proteste sono scoppiate in almeno 17 delle 31 province dell’Iran, rappresentando la sfida più grande per l’establishment clericale del Paese dal 2022, secondo un’analisi di BBC Verify e BBC Persian.

L’analisi delle proteste della BBC include solo quelle per le quali abbiamo verificato i filmati: il numero reale è quasi certamente molto più alto. Ci sono segnalazioni di proteste in altre 11 province.

L’ondata di proteste si è diffusa rapidamente in tutto l’Iran dal 28 dicembre, quando la rabbia è inizialmente scoppiata nella capitale Teheran a seguito di una nuova e brusca svalutazione della moneta nazionale rispetto al dollaro e alle altre principali valute estere”.

I prezzi ormai sono alle stelle, il costo del pane è aumentato del 169% secondo Nova Lectio, mentre il Rial, la moneta iraniana, nel 2025 ha perso il 40% del suo valore.

Il regime continua la sua politica oppressiva: secondo Vatican News le vittime sono già 35 con 1200 arresti.

In un contesto internazionale estremamente complicato, il mondo per il momento si limita a osservare.