“Diritti in scena”. Gli studenti raccontano la cittadinanza attraverso l’arte

L'evento si è tenuto nel nel Salone Monumentale del Convitto “Giordano Bruno”

Si è svolto giovedì 4 giugno, alle ore 10.00, nel Salone Monumentale del Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, l’evento conclusivo del progetto “Diritti in scena: l’arte come voce della cittadinanza”, un percorso educativo e artistico che, nel corso dell’anno scolastico, ha coinvolto studentesse e studenti del

Liceo Classico e Classico Europeo “Giordano Bruno”, del Liceo “Don Gnocchi” e dell’ISA “San Leucio”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Piano delle Arti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, lo strumento nazionale che promuove la cultura umanistica, la creatività e i linguaggi artistici come elementi fondamentali della formazione delle nuove generazioni. Il Piano delle Arti sostiene, infatti, percorsi chevalorizzano la musica, il teatro, la danza, le arti visive e performative, favorendo lo sviluppo delle competenze culturali, sociali e civiche degli studenti e promuovendo il dialogo tra scuola, territorio e patrimonio culturale.

Il progetto, coordinato dall’ISA “San Leucio”, in qualità di scuola capofila della rete, ha rappresentato un significativo esempio di collaborazione tra istituzioni scolastiche accomunate dalla volontà di promuovere, attraverso l’arte, una riflessione attiva sui valori della cittadinanza, della partecipazione democratica e dei diritti fondamentali.

La manifestazione finale ha costituito il momento di restituzione pubblica di un’esperienza educativa che ha saputo coniugare creatività, espressione artistica e consapevolezza civile. I percorsi laboratoriali realizzati nel corso dell’anno si sono sviluppati nei diversi ambiti del teatro e della performance, della musica e della danza, delle arti visive e digitali, dando vita a un progetto interdisciplinare e integrato, nel quale i linguaggi artistici sono diventati strumenti privilegiati per interrogarsi sul presente e sui diritti che fondano la convivenza democratica.

Fondamentale il lavoro di coordinamento svolto dalle docenti referenti: la professoressa Clementina Carfora per il Liceo Classico e Classico Europeo “Giordano Bruno” , la professoressa Angela Capasso per l’ISA “San Leucio” e la professoressa Assunta Aveta per il Liceo “Don Gnocchi”. Prezioso anche il contributo della

professoressa Concetta Palumbo, che ha curato l’intero iter progettuale.

Il percorso è stato sostenuto e valorizzato dalla dirigente scolastica dell’ISA “San Leucio”, Imma Nespoli, dall dirigente scolastica del Liceo “Don Gnocchi”, Annamaria Lettieri, e dal Rettore del ConvittoNazionale “Giordano Bruno”, Rocco Gervasio, che hanno accompagnato e incoraggiato la realizzazione dell’iniziativa, favorendo il dialogo e la collaborazione tra le diverse comunità scolastiche coinvolte.

Nel corso dell’evento gli studenti del Liceo Classico e Classico Europeo “Giordano Bruno” hanno portato in scena una performance ispirata a La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, dando voce ai personaggi del celebre dipinto e trasformando l’opera in una riflessione corale sui temi della libertà, della partecipazione e della lotta per i diritti.

Gli studenti del Liceo “Don Gnocchi” hanno invece proposto una suggestiva performance coreutica nellaquale il corpo è diventato strumento narrativo ed espressivo, capace di raccontare fragilità contemporanee,disillusione, ricerca di identità e bisogno di riconoscimento, attraverso un linguaggio intenso e coinvolgente.

Gli allievi dell’ISA “San Leucio” hanno presentato una performance artistica ispirata anch’essa all’opera di Delacroix: due gruppi contrapposti di “imbiancatori”, armati di bianco e blu, hanno dato vita a una battagliacoreografica che, attraverso il gesto pittorico, ha progressivamente trasformato la tela in un grande cielosimbolico. Al centro della scena, una figura solista ha tentato di scrivere parole di pace continuamente cancellate dal conflitto, offrendo al pubblico una potente riflessione sulla fragilità degli ideali e sulla difficile costruzione della convivenza pacifica.

Teatro, danza, musica e arti visive si sono così intrecciati in una narrazione collettiva che ha restituito la complessità e l’attualità del tema dei diritti, dimostrando come i linguaggi artistici possano diventare strumenti efficaci di educazione alla cittadinanza.

L’iniziativa ha rappresentato pienamente lo spirito del Piano delle Arti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che riconosce nella creatività, nella pratica artistica e nella fruizione consapevole delle arti una componente essenziale del percorso formativo delle studentesse e degli studenti, favorendo la crescita di cittadini consapevoli, partecipi e responsabili.

“Diritti in scena” ha confermato il valore dell’arte come spazio di incontro, dialogo e partecipazione, capace di dare voce alle nuove generazioni e di trasformare la scuola in un laboratorio di cittadinanza attiva, inclusione e costruzione del bene comune.