di Daniele Palazzo
MADDALONI – DUGENTA – In quanto al procedimento giudiziario per la vicenda criminale che, per la rapina, tipo “arancia maccanica”, di cui, il 10 gennaio scorso, era stata vittima una 68enne di Dugenta, in provincia di Benevento, si registra il pronunciamento del Pubblico Ministero del Tribunale di competenza, Dottoressa Flavia Felaco, che ha richiesto, per i quattro imputati, la formula del rito immediato. Decisione, questa, che, però, non ha trovato rispondenza nel pool di Avvocati che presiedono alla difesa degli accusati, i quali, invece, hanno optato per il processo per il rito con iter abbreviato. Ora, la “palla” passa, Giudice per l’Udienza Preliminare, Dottoressa Maria Ilaria Romano, che dovrà decidere della sorte del 54enne Luigi Cioffi, del 49enne Vincenzo Tedessco, e dei fratelli Francesco ed Andrea Mingione, tutti residenti a Maddaloni e con la fedina penale gravata da precedenti contro il patrimonio e la persona, erano stati arrestati, quasi subito il “colpo”, a cura dei Carabinieri della Compagnia di Caserta, in Valle di Maddaloni. Dovuta agli inquirenti beneventani la ricostruzione delle dinamiche dell’episodio criminoso, del quale era stata vittima la cittadina del piccolo centro sannita. Stando alle loro conclusioni, nell’abitazione della donna, che vive da sola, si sarebbero introdotti tre degli accusati, mentre uno di loro avrebbe funto da “palo” e da autista della panda servita per compiete il misfatto. I malviventi(dal giugno scorso, sono relegati ai domiciliari), una volta forzata la porta della casa di proprietà della donna presa di mira, l’avrebbero pesantemente minacciato, procurandole anche ferite che, in seguito, l’avrebbero costretta a farsi medicare in ospedale. Cercavano la borsetta, con i soldi, della padrona di casa, ma, non trovandola, si sarebbero “accontentati” di un crocefisso e di alcuni monili d’oro. Poi, la precipitosa fuga verso zone che ritenevano sicure. Purtroppo per loro, giunti in Valle di Maddaloni, il duro impatto con la realtà. Ad attenderli i Carabinieri della Compagnia di Caserta, che li avevano ammanettati e subito posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.