ABATO 24 E DOMENICA 25 GENNAIO 2026 SUL PALCO DEL TEATRO SALA MOLIERE DI POZZUOLI ARRIVA “FACIMME ‘E CUNTI” CON DANIELA IOIA E ANTIMO CASERTANO
Una sfida a suon di “cunti” tratta da “Lu Cunto de li Cunti” di G. Basile, tra due genitori prima e due attori poi che si contendono il primato di miglior (rac)contatore
Sabato 24 (ore 21.00) e domenica 25 gennaio 2026 (ore19.00), al Teatro Sala Molière di Pozzuoli (Via Bognar, 21), diretto da Nando Paone, andrà in scena “Facimme ‘e Cunti” di Antimo Casertano, con Daniela Ioia e Antimo Casertano, tratto da “Lu Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile.
«L’idea di “Facimme ‘e Cunti” – racconta Casertano – nasce dalla volontà mia e di Daniela di non perdere questi racconti, questi riadattamenti dell’opera “Lu Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile che chiaramente è una pietra miliare della nostra letteratura. I riadattamenti sono stati già messi in scena e, visto il successo, volevamo dare seguito a questa operazione di recupero perché sono racconti molto divertenti ma anche con un grande valore morale e quindi secondo noi è giusto e importante non perderli, prendendo spunto da quello che poi siamo noi, una coppia in scena e nella vita che si ritrova a fare i conti con la genitorialità. Un’idea semplice che farà immergere lo spettatore in un’atmosfera da fiaba sicuramente molto divertente ma con una morale importante come poi è tutta l’opera di Giambattista Basile».
È sera, più precisamente, notte inoltrata. Si è fatto tardi, molto tardi, in scena ci sono due attori, un marito e sua moglie. Sono stanchi, molto stanchi, perché il loro figlio proprio non vuole saperne di dormire. I due genitori hanno provato in tutte le maniere, in tutti i modi, ma non c’è stato verso, il bambino non accenna a prendere sonno. D’improvviso arriva l’idea: “Facimme ‘e cunti”. I due genitori decidono di “contargli” una favola, poi un’altra, poi un’altra ancora. Un gioco, che piano piano si trasforma in una vera e propria sfida. Una sfida a suon di “cunti”, tra due genitori prima e due attori poi, che si contendono il primato di miglior contatore. Due attori- genitori, che presi dalla passione e dall’enfasi, si lasceranno prendere la mano e si faranno trasportare nel meraviglioso e incantato mondo del Cunto de li cunti di Basile.
Il bambino-spettatore verrà catapultato in una spericolata architettura narrativa, in un linguaggio complesso e popolare al tempo stesso, in luoghi fatati, in provincie meridionali d’altro tempo, tra orchi, fate, giovinotti sciocchi e bestie parlanti. Con la speranza che il solo a prendere sonno sia il bambino e non il pubblico.