di DANIELE PALAZZO
NAPOLI-Ormai, si è davvero perso il conto dei falsi annunci di vendita che, questo o quel truffatore pongono in essere fruttando la velocità e la visibilità che offre la rete web. L’ultimo della serie, quello ordito da un 20enne napoletano, peraltro scoperto e denunciato ad opera dei Carabinieri dell’isola di Ponza, che, fruttando un sito di annunci su internet, ha messo in vendita, a prezzo davvero allettante, un ultramoderno tablet.
Questa volta, a cadere nel tranello, un 43enne di Ponza, chi è accorto di essere stato raggirato solo quando, sborsato la cifra pattuita(ben 278 Euro) con il malintenzionato inserzionista, non solo non si è visto consegnare l’oggetto che credeva già suo, ma ha dovuto pure constatare che il suo interlocutore è letteralmente sparito, eliminando tutti i contatti con lui e con la rete web.
Denunciare ai Carabinieri quanto accadutogli era l’ultima delle sue carte. Recatosi in Caserma, ha raccontato tutto. E, così, i militari in servizio dell’isola pontina, avviate le relative indagini, sono riusciti a risalire al malvivente partenopeo, denunciandolo prontamente alla competente Autorità Giudiziaria.
In margine alla notizia, due considerazioni.
La prima è che, malgrado i tanti moniti e i vari vademecum-antitruffa, diffusi, a più riprese, dalle varie forze di polizia operanti sul territorio, sono ancora tante le presone che cadono negli ignobili tranelli di truffatori che, senza scrupolo alcuno, popolano sia il mondo reale che quello virtuale, colpendo, vigliaccamente un po’ tutti,, e, quindi, che è, forse, il caso di istruire con maggiore incisività almeno le persone a rischio.
La seconda considerazione, lapalissiana, se si vuole, è per chi si è reso responsabile del vile atto di pirateria di cui ci occupiamo. Infatti, iniziare una vita criminale ad appena 20 anni(bene intesi, come la quasi totalità delle persone del nostro tempo, l’estensore di questa nota sa e ritiene che non esistono né un tempo, né un’età e nemmeno un’occasione che giustifichino chi delinque) significa buttare alle classiche ortiche la propria vita e i propri sogni.
Per questo, ci viene da dire che il ragazzo che, come è giusto che sia, debba si pagare per quello che ha fatto, ma è giusto anche che lo stesso soggetto ha tutte le carte in regola per dare un calcio all’immorale sentiero che sembra aver imboccato e, di conseguenza, anche alla luce dell’ormai imminente Pasqua del Signore, ravvedersi ed imboccare la strada della moralità e della correttezza.