A cura di Giovanna Paolino. La federazione Sel di Caserta annuncia l’elezione del suo nuovo coordinatore provinciale.
Francesco Madonna, di Santa Maria Capua Vetere, è stato eletto ieri, nel corso di una riunione
dell’assemblea, all’unanimità, quale nuovo coordinatore.
Queste le parole del nuovo coordinatore provinciale.
“Osservando l’attuale panorama politico italiano si nota una situazione quanto mai in
evoluzione: un PD che sempre più rampante ed arrogante, che rinnega
quotidianamente la sua origine mutando irreversibilmente da soggetto di centro
sinistra a massa informe sempre più accentrata con pericolose oscillazioni da un lato e
dall’altro a seconda dei bisogni del momento e degli utili alleati di turno; un centro
destra tenuto insieme dai più becere aggregazioni, schiacciati sulle posizioni xenofobe
e antieuropeiste della Lega o issati sulle reazionarie barricate contro l’evoluzione e il
progresso in un Paese sempre più arretrato ed ultimo nel mondo occidentale nel
campo dei diritti civili; un Movimento 5 Stelle ripiegato al suo interno, troppo
impegnato a cimentarsi in purghe verso i propri eletti che osano declinare un concetto
che vada al di là dei mantra di Grillo, Casaleggio e del Direttorio, tanto capaci di
denunciare le malefatte (seppur vere) dei loro avversari, tanto incapaci di ambire in
maniera matura e responsabile ad un ruolo di governo, sia centrale che locale.
Dallo scontro di questi blocchi, che stanno fagocitando ogni aspetto della discussione
e della dialettica politica del Paese si sta cercando di preservare quel pezzo di Sinistra
ormai ridotta all’osso, sfilacciata e spesso consunta, rappresentata in Parlamento fino
ad oggi da SEL prima e da Sinistra Italiana poi, che rischia di essere schiacciata sotto i
colpi del populismo e della propaganda politica.
Mai come oggi la divisione sociale affligge questo Paese.
Il percorso deve partire dal recupero della fiducia delle persone, ad un recupero della
nostra credibilità politica, puntando a processi di riunificazione sociale, con una
ricostruzione che parta dal basso, dall’allargamento dell’inclusione e della partecipazione democratica
«L’Italia è ripartita- continua Francesco Madonna – il Sud resta fermo»… senza il Mezzogiorno, non c’è l’Italia.
Oggi il Sud è la metafora del fallimento delle politiche economiche nazionali ed
europee: dimostra una imbarazzante subalterità del Governo alle scelte europee,
mancando totalmente l’idea di un Paese coeso, testimoniando incuranza e disinteresse
per il Mezzogiorno.
Non serve mandare a Napoli o nelle nostre Regioni l’esercito per risolverne i problemi:
se proprio di esercito si vuole parlare sarebbe necessario un esercito di insegnanti,
educatori, imprenditori e amministratori illuminati, rimettendo al centro della
discussione il lavoro, il rilancio dell’industria nazionale senza svenderla, il reddito
minimo per una degna sopravvivenza, il diritto alla formazione, l’opposizione alle
privatizzazioni che penalizzano i cittadini, la lotta strenua a illegalità criminale e
finanziaria”.
“È questo il tempo – conclude – di risvegliare i territori e riattivarne l’elaborazione politica dal basso,
recuperare le ragioni nuove per una militanza piena, convinta ed impegnata: è proprio
quando si pensa che tutto sia perduto che si ritrova il motivo per riprendere a sperare,
a sognare e, una volta svegli, a rimboccarsi le maniche per realizzare i propri sogni”.