Il giovane Casertano Francesco Maria Gabriele Vozza fra gli undici architetti individuati dal prof. arch. Cherubino Gambardella, titolare della cattedra di Laboratorio di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli” della Seconda Università di Napoli, e chiamati ad esprimere la propria visione utopica della Città Metropolitana di Napoli. Per il prof. Gambardella l’utopia non è qualcosa di avulso dalla realtà, anzi, la realtà ne comprende parti sostanziali, del resto tutto ciò che è reale discende sempre da ciò che non è reale. E se si vuole cambiare la realtà si abbisogna di una visione utopica, che, quindi, non può non essere anche e soprattutto visione strategica per cambiare la realtà.
Gli undici architetti hanno esposto la propria visione attraverso due modalità: una bidimensionale, cioè le tavole, e l’altra tridimensionale, cioè con la realizzazione di modelli esplicativi come bassorilievi. Le undici visioni utopiche per il prof. Gambardella sono delle vere e proprie cartoline di come si vorrebbe che fosse la Città Metropolitana di Napoli.
Vale la pena ricordare gli undici professionisti, tra l’altro alcuni di loro giovanissimi, che hanno espresso la loro visione: Alessandra Acampora, Alfonso Maria Berritto, Pasquale Bianco, Lorenzo Capobianco, Renato Capozzi, Raffaele Coppola, Corrado Di Domenico, Rosalba Di Maio, Maria Gelvi, Alessandro Marotti Sciarra, Carmine Piscopo, Beniamino Servino, Concetta Tavoletta, Francesco Maria Gabriele Vozza. Ampio servizio è dedicato alla mostra sulla nota rivista d’architettura Domus, il cui articolo si apre proprio dando spazio alla visione utopica del giovanissimo architetto casertano Francesco Maria Gabriele Vozza. Per un maggiore approfondimento diamo anche l’indirizzo telematico della rivista Domus: http://www.domusweb.it/it/notizie/2015/10/29/napoli_citta_metropolitana.html
La mostra, visitabile ancora per pochi giorni: chiuderà giovedì 7 gennaio, è allestita nel monumentale Chiostro di Santa Maria la Nova in Napoli.