“La Piana” non sarà un centro di detenzione. Associazioni e cittadini dicono NO al CPR

Castel Volturno, “La Piana” non sarà un centro di detenzione. Associazioni e cittadini dicono NO al CPR. L’ associazione Elsa Ets e Asoim , chiedono il riconoscimento di Zona di Protezione Speciale (ZPS).

Una battaglia di civiltà e di tutela ambientale si accende sul litorale domizio. Le associazioni Elsa Ets e A.S.O.I.M. (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) hanno ufficialmente presentato istanza alla Regione Campania per il riconoscimento dell’area denominata “La Piana” quale Zona di Protezione Speciale (ZPS), ai sensi della Direttiva Europea 2009/147/CE.

L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: bloccare la realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) in un’area che rappresenta un tesoro inestimabile di biodiversità, recentemente individuata dal Governo come sede per la struttura detentiva.

L’area “La Piana”, situata tra i comuni di Castel Volturno e Cancello ed Arnone, non è un terreno marginale, ma un ecosistema vitale. Le relazioni tecniche dell’A.S.O.I.M. evidenziano un record regionale: la presenza tra l’altro di ben 15 specie nidificanti di uccelli molto rare e protette da Direttive comunitarie, un primato per l’intera regione Campania. L’area funge da snodo strategico nelle rotte migratorie internazionali ed è un habitat unico per la sosta e la nidificazione di specie protette.

“Esprimiamo la nostra totale contrarietà alla creazione di centri di detenzione per migranti, strutture che riteniamo lesive dei diritti umani. In particolare, la scelta del Governo appare come l’ennesimo tentativo di gravare su un territorio già fragile e martoriato” – dichiara Leda Tonziello, Presidente di Elsa Ets.

Per fermare l’iter burocratico del CPR, la documentazione scientifica è stata inviata non solo alla Regione Campania, ma anche ai referenti politici Roberto Fico, Fiorella Zabatta e Claudia Pecoraro, affinché sostengano l’istituzione della ZPS come vincolo ambientale invalicabile.

“Non permetteremo che il cemento e la detenzione distruggano quello che la natura ha creato e che le direttive europee impongono di proteggere” – affermano i promotori della richiesta.

Oltre all’azione legale e amministrativa, è in fase di costituzione un Comitato Territoriale che riunirà cittadini, attivisti e realtà associative per opporsi con ogni mezzo democratico alla realizzazione del CPR e per promuovere la valorizzazione dell’area “La Piana” come bene comune e risorsa naturalistica.