GEOLIER A SANREMO : FISCHI, NAPOLI E LA COMPLESSITA’ DELLA CRITICA MUSICALE

Il Caso Geolier Evidenzia Profonde Disparità

Il Festival di Sanremo 2024 ha visto una partecipazione controversa da parte di Geolier, noto rapper napoletano, il quale ha suscitato una serie di reazioni contrastanti tra il pubblico. Mentre alcuni appassionati lo hanno applaudito per la sua originalità e la rappresentazione della cultura partenopea, altri lo hanno fischiato in modo inequivocabile.

Il motivo di questa polarizzazione risiede in diverse sfaccettature. Innanzitutto, la scena musicale di Napoli ha una tradizione ricca e variegata, che spesso si riflette nei testi e nelle melodie delle canzoni. Alcuni sostenitori di Geolier ritengono che egli abbia portato un tocco autentico e genuino della vita napoletana al palco di Sanremo, rendendo omaggio alla sua città natale attraverso la musica.

D’altro canto, coloro che hanno espresso dissenso hanno spesso evidenziato la natura cruda e talvolta controversa dei testi delle canzoni di Geolier. Alcuni critici sostengono che la sua musica possa risultare difficile da digerire per un pubblico più tradizionale e che certi temi trattati possano risultare eccessivamente audaci per un contesto come Sanremo.

È importante notare che la reazione del pubblico non è sempre legata esclusivamente alla qualità musicale, ma anche alla percezione dell’artista e alla sua coerenza con il contesto del Festival di Sanremo, che spesso richiede una certa aderenza a uno stile più pop o mainstream. In questo senso, l’approccio di Geolier, ancorato alle sue radici napoletane, potrebbe risultare estraneo per alcuni spettatori.

In ogni caso, l’episodio dei fischi a Sanremo ha aperto una riflessione sulla diversità delle preferenze musicali e sulla complessità della critica artistica. Napoli, con la sua storia e cultura musicale, continua a essere una fonte inesauribile di ispirazione, ma la sfida consiste nell’integrare questa ricchezza in contesti più ampi senza perdere l’autenticità che la caratterizza.

Emanuele a differenza degli altri artisti ha portato quella che è la sua musica, ha portato il frutto della sue parole, ha raccontato tutto quello che hanno raccontato altre canzoni scritte nel gergo italiano, ma in napoletano.

La differenza non sta nel capire effettivamente quello che è il napoletano, sta nell’accettare che a noi popolo napoletano, tutto il resto dell’Italia, ci vuole sempre ghettizzare, fin quando il napoletano sbaglia a coniugare i verbi, e non esce dai suoi confini campani, fin quando rimane nella fenomeno della “pizza e mandolino”, allora sì che non viene discriminato.

La verità che più da fastidio al resto dell’Italia è che il popolo “ignorante e preistorico” ( a loro modo di dire) sta scalando le classifiche della 74esima edizione del Festival della canzone italiana.

Geolier, è sempre stato noto per la sua autenticità e la rappresentazione delle realtà napoletane nelle sue canzoni.

Questo evento ha riacceso la discussione sulla discriminazione geografica e culturale, mettendo in luce le disparità spesso presenti nel mondo dell’intrattenimento. Il fenomeno della discriminazione culturale è complesso e può manifestarsi in modi subdoli. Nel caso di Geolier, sembra che la sua rappresentazione sincera della vita napoletana abbia incontrato resistenza da parte di coloro che potrebbero non essere abituati a un linguaggio così crudo e diretto.

È fondamentale sottolineare che la diversità culturale dovrebbe essere celebrata anziché osteggiata. Eventi come Sanremo dovrebbero essere piattaforme inclusiva che abbracciano la varietà delle espressioni artistiche provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Speriamo che la discussione suscitata dal caso Geolier possa essere un passo verso una maggiore comprensione e accettazione delle diverse voci e culture che compongono la ricca tapestry della scena musicale italiana.

E ricordate, su quel palco ieri e stasera ci è salito, è ci salirà un ragazzo di 22 anni che è riuscito a costruirsi un impero completamente da solo, partendo da zero, senza i vostri pezzi di carta e senza le vostre mani pulite che poi non corrispondono alle vostre bocche sporche di ignoranza.