“Ha vent’anni, ma non li dimostra”: all’Archivio di Stato di Napoli il libro di Lucia Sforza.

Il libro "Scusate la follia", opera prima della giovanissima scrittrice Lucia Sforza, presentato a Napoli

Sabato 9 dicembre 2023 alle ore 11:00, presso la sede dell’Archivio di Stato, nell’ambito della rubrica “Dialoghi di carta”, sarà presentato a Napoli il libro “Scusate la follia”, opera prima della giovanissima scrittrice Lucia Sforza.

 

Il libro “Scusate la follia” è un romanzo giallo, ritmato da colpi di scena e azioni poliziesche capaci di trascinare il lettore in un susseguirsi avvincente di suspense, lasciandolo col fiato sospeso, fino ad un finale inatteso e sorprendente.

Tuttavia, come appare chiaro sin dall’inizio, la scrittura della Sforza ha ben altre ambizioni, tanto da poter ascrivere la sua opera non nel generico filone letterario del “giallo”, bensì in quello cosiddetto del “giallo psicologico e d’ambiente”.

Temi gravosi come alcolismo , violenza di genere , tossico-dipendenza , bipolarismo , complesso di Elettra, prostituzione, ecc. sono affrontati con una capacità immaginifica nel racconto, che a tratti diventa utopia, e nel contempo con una dote interpretativa, del sociale e delle dinamiche psichiche, profonda e scevra dal pregiudizio di cui ogni nuova generazione carica il passato. Per questi motivi si potrebbe dire che “Lucia ha vent’anni, ma non li dimostra”, perché la sua è un’ermeneutica della condizione esistenziale che sa anche prescindere dalla giovane età di questa scrittrice.

Luce, protagonista del romanzo, e Lucia possono fondersi in alcuni tratti caratteriali – determinate e combattenti enbrambe – come confessa la stessa autrice in un’intervista: “Il romanzo riflette il mio travaglio e le mie battaglie di adolescente ed esprime anche la voglia di riscatto, l’impulso a rispondere alle difficoltà della vita con una dinamica di sfida-risposta”. Significativo, a questo riguardo, è che il libro sia stato scritto nei difficili mesi del lockdown, durante i quali tanti giovani e meno giovani diventano incapaci di una risposta positiva ammalandosi di depressione; non Lucia Sforza che mette mano alla penna e scrive.

A fare da sfondo allo svolgersi della vicenda sorge il palcoscenico della metropoli partenopea, difficile, controversa, ma emancipata, nell’idea dell’autrice, dai luoghi comuni di chi la vuole una città fatalista, rinunciataria, sfrontata, statica nel suo eterno lamento.

Lo stile è semplice e crudo, ma capace di dissolvenze e sfumature che alludono al non detto.

Lucia Sforza, nata a Maddaloni il 3 febbraio del 2003, diplomata al Liceo delle Scienze Umane opzione Economico-Sociale “don Gnocchi” di Maddaloni, è al suo esordio di scrittrice, ma prevediamo per lei un lungo e fruttuoso cammino per questa via.