Sono tutti di Napoli i quattro tifosi rimasti feriti negli scontri fra ultras dell’Inter e partenopei scoppiati prima dell’inizio della partita a Milano. Giovanni Stabile, di 43 anni, è stato ferito all’addome, Angelo Iazzetta di 39 anni, è stato ferito al braccio e portato in ospedale a Rho. Angelo Simone, di 37 anni, è stato solo medicato, mentre il quarto ferito è il quarantenne Luigi Corrente, ferito al labbro e portato in ospedale a Rho.
Erano “piu’ di 100” gli ultras interisti, ma tra loro vi erano anche supporter del Varese e del Nizza, che prima dell’incontro Inter-Napoli hanno preso d’assalto pulmini con a bordo tifosi partenopei. Lo ha spiegato il questore di Milano Marcello Cardona parlando di “gravissimi incidenti”.
Il Campionato di Seria A non si ferma per la morte del tifoso ucciso investitto prima del match. Tutti, dal presidente della FIGC Gravina al sottosegretario Giorgetti e a Salvini, sono d’accordo nell’annunciare un’inversione di rotta: d’ora in poi linea dura contro violenza e razzismo fuori e dentro gli stadi.
«Sabato in Serie A si gioca, ho parlato un po’ con tutti per sentire il clima intorno a ciò che è successo ieri e all’unanimità, dai sottosegretari Giorgetti e Valente alla Lega di Serie A e al presidente del Coni, abbiamo deciso di andare avanti», ha detto Gravina.
«Il calcio e lo sport in generale – è intervenuto Giorgetti – non possono essere causa o pretesto per violenza e razzismo. È il tradimento dello spirito di ogni sport. Serve un segnale chiaro anche da parte del mondo sportivo: oltre a punizioni esemplari è necessaria un’inversione di rotta». Giorgetti chiede di «chiudere le curve» piuttosto che sospendere le partite con i problemi di evacuazione degli stadi, e di programmare a mezzogiorno e non la sera le partite a rischio.
«Non si può morire per andare a vedere una partita di pallone», commenta a caldo Salvini la notizia del decesso del tifoso interista morto dopo essere stato investito negli scontri prima di Inter-Napoli a San Siro.