Si è aperta questa mattina al Palacongressi di Riccione la seconda giornata del Festival del Fundraising, giunto alla sua 19ª edizione. Oltre mille professionisti del nonprofit si sono ritrovati per una giornata articolata in decine di sessioni parallele dedicate a intelligenza artificiale, strategie di raccolta fondi, corporate social responsibility, comunicazione e grandi donatori.
Internet e la nuova mappa dei bisogni umani
Ad aprire la mattinata in Mainstage è stato Giorgio Taverniti, con una riflessione su come l’intelligenza artificiale stia cambiando profondamente il modo in cui le persone cercano informazioni, si fidano delle fonti e si relazionano con le organizzazioni nonprofit: un cambiamento di paradigma che richiede nuovi strumenti di ascolto e nuove forme di comunicazione. Grande attenzione anche per il dialogo tra Gianluca Diegoli e Paolo Iabichino, che hanno approfondito il ruolo della comunicazione in un contesto sempre più frammentato e complesso, riflettendo sul valore delle relazioni, della fiducia e della capacità dei brand e delle organizzazioni di prendere posizione in modo autentico.
La giornata della CSR
La seconda giornata ha ospitato un’intera linea di sessioni dedicata alla Corporate Social Responsibility, con casi studio e confronti tra profit e nonprofit.
Tra gli interventi più seguiti, Simone Rota di Fondazione Il Fatto Quotidiano ha raccontato come una community di lettori e sostenitori possa trasformarsi in impegno sociale strutturato: dal 2021 la Fondazione ha sostenuto 18 progetti, raccolto oltre 818.000 euro e coinvolto più di 14.000 donatori.
Alessia Silvestro, Head of ESG di Flutter SEA, ha illustrato come il volontariato aziendale possa diventare una leva strategica per costruire partnership durature tra profit e nonprofit, a patto di tutelare il valore reale dell’impatto generato. Molto attesa anche la sessione dedicata alle conseguenze del “PandoroGate”: Filippo De Caterina (L’Oréal), Monica Ramaioli (Fondazione Umberto Veronesi), Paolo Ferrara (Terre des Hommes) e Raffaele Pastore (UPA) si sono confrontati sul Manifesto per le Partnership Responsabili, nato proprio al Festival del Fundraising 2024 come risposta collettiva allo scandalo Ferragni. Al centro del dibattito anche il DDL Beneficenza e le possibili conseguenze per il rapporto tra aziende e organizzazioni nonprofit. Ha chiuso il blocco la testimonianza di Barilla e Fondazione Dynamo Camp: una partnership pluriennale che ha coinvolto oltre 100 dipendenti come volontari formati, raggiunto 20 milioni di persone attraverso campagne condivise e generato 120 nuovi donatori regolari in un solo weekend di piazza. Questi sono solo alcuni degli interventi che hanno animato il percorso dedicato alla CSR, che nel corso della giornata ha ospitato numerosi casi aziendali e testimonianze di collaborazione tra imprese e organizzazioni nonprofit.
IA applicata al fundraising
Ampio spazio ha avuto nel corso della giornata l’intelligenza artificiale applicata alla raccolta fondi: dalla guida pratica all’automazione intelligente nei sistemi CRM, illustrata da Marco Cecchini di myDonor, alla sessione di Darian Rodriguez Heyman su come costruire consenso attorno all’AI all’interno delle organizzazioni nonprofit, superando le resistenze di team e board. Josh Hirsch ha invece dedicato il suo intervento ai prompt e all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale nella comunicazione con i donatori, mostrando come costruire una libreria di istruzioni efficace senza perdere autenticità e coerenza di voce.
Con ancora una giornata di lavori davanti, il Festival del Fundraising continua a confermarsi il principale appuntamento italiano dedicato all’innovazione, alla formazione e al networking per chi opera nel mondo della raccolta fondi e dell’impatto sociale.
