Instasophia, Storia della moda italiana, il nuovo libro di Michelangelo Iossa

La moda italiana come storia culturale. Valentino nel libro di Michelangelo Iossa, Diarkos editore 2024

Nel suo volume dedicato alla storia della moda italiana, Michelangelo Iossa -giornalista, scrittore e docente universitario -propone un’opera che va ben oltre il semplice racconto delle tendenze o delle grandi firme. Il libro si configura come una ricostruzione storico-culturale di lungo periodo, capace di intrecciare moda, società, economia, arti visive e immaginario collettivo, restituendo allo stile italiano la sua piena dignità di fenomeno storico.

Iossa accompagna il lettore in un percorso che parte dalla Beatrice dantesca, passando per il Rinascimento, momento fondativo della modernità europea, per arrivare fino alla contemporaneità segnata dalla globalizzazione, dalla moda ecosostenibile, dal fast fashion e dall’influenza dei social media. In questo tragitto, la moda viene letta come specchio delle trasformazioni sociali, come linguaggio simbolico e come espressione di un sapere artigianale che, nel tempo, si è trasformato in sistema industriale e culturale.

Un passaggio centrale del libro è dedicato alla nascita del Made in Italy, che Iossa colloca nel secondo dopoguerra, individuando nel 1954 – anno della fondazione del Centro di Firenze per la Moda Italiana e delle sfilate a Palazzo Pitti promosse da Giovanni Battista Giorgini – uno spartiacque decisivo. È in questo contesto che lo “stile italiano” viene consegnato alla storia come marchio di qualità, eleganza e riconoscibilità internazionale, anticipando di poco il boom economico degli anni Sessanta.

All’interno di questa cornice ampia e ben strutturata, il libro alterna momenti di sintesi storica a capitoli monografici dedicati ai protagonisti che hanno contribuito in modo decisivo all’affermazione della moda italiana nel mondo. Tra questi, particolare rilievo assume il capitoletto dedicato a Valentino Garavani, che a partire da pagina 95 diventa, nel racconto di Iossa, la figura-simbolo di un’eleganza assoluta e senza tempo.

Valentino emerge come uno stilista capace di dialogare con il cinema e con l’immaginario internazionale: sono Cinecittà e Hollywood ad accorgersi per prime del suo talento, riconoscendone la capacità di vestire il sogno e la grazia delle grandi icone femminili. Il libro individua un momento chiave nella prima collezione presentata a Firenze nel 1962, inserendola nel contesto del consolidamento del sistema moda italiano.

Nel 1963, l’immagine di Audrey Hepburn che indossa un mantello Valentino segna una consacrazione definitiva, cui seguirà il legame con Jacqueline Kennedy Onassis, emblema di una femminilità sobria, aristocratica e modernissima. Iossa legge questi episodi non come semplici aneddoti mondani, ma come momenti decisivi nella costruzione del mito Valentino e, più in generale, nella diffusione globale dello stile italiano.

L’onorificenza della Repubblica conferita allo stilista suggella un percorso che non è solo imprenditoriale o artistico, ma profondamente culturale. Nel giorno in cui si sono svolti i funerali di Valentino, recentemente scomparso, le pagine che Michelangelo Iossa gli dedica assumono il valore di una testimonianza storica consapevole, capace di restituire allo stilista il suo posto nella lunga durata della moda italiana.

Nel suo insieme, il libro di Iossa si conferma così un’opera solida e accessibile, preziosa tanto per gli studiosi quanto per i lettori interessati a comprendere come la moda sia diventata una delle forme più riconoscibili dell’identità culturale italiana nel mondo

Screenshot