L’ Italia nel Caos piu’ completo.

Intanto la classe politica è attenta a monitorare i risultati delle elezioni regionali in Basilicata.
Si finisce di votare oggi alle 15. Poi ci sarà lo spoglio, che, immaginiamo seguitissimo dalle
direzioni dei partiti e dai loro uffici elettorali. Alle 16 si chiude il termine per la presentazione
dei simboli delle liste per le elezioni europee del 8 e 9 giugno prossimi. Intanto incombono le
forniture di armi all’Ucraina da parte degli americani e degli aiuti economici della Unione
Europea. La mitigazione dell’intransigenza bellicista Israeliana ed il contenimento delle
rappresaglie Iraniane a seguito del bombardamento dell’ambasciata iraniana a Damasco con
l’uccisione di un capo pasdaran, e, in definitiva i tentativi di scongiurare un allargamento del
conflitto in medio oriente. Dello stato palestinese Nethanyau non vuol neanche sentir parlare e
men che meno di concedere una tregua a Gaza, prima della liberazione di tutti gli ostaggi
israeliani in mano ad Hamas. Intanto delle iniziative diplomatiche dell’UE, nessuno se ne
importa. L’Europa non è un’entità politico-militare, tale da rappresentare un deterrente contro
le intenzioni belliciste dei guerrafondai e dei mestatori politici ufficiali e non. E’ solo un
enorme mercato, produttore e consumatore, persino dilapidatore, di enormi ricchezze ma di
nessuna capacità politica e diplomatica, schiacciata da una ineludibile ‘fedeltà Atlantica’, agli
Stati Uniti, in pratica, che, quando impone le sanzioni economiche e gli embarghi, contro gli
‘imperi del male’, come la Russia o l’Iran, a tutto pensa fuorché alle tragiche conseguenze per
le nostre economie, quelle dell’Italia e quelle dei paesi Europei. Intanto l’America ne rimane
fuori del tutto. Si, fornisce le armi ai buoni, agli ucraini, ma poi comunque sostiene queste
elargizioni come prestiti che non mancheranno, poi, di dare i loro frutti, anche economici, non
solo politici. Noi, invece, siamo costretti a tagliarci i coglioni, rinunciando a mercati a noi
favorevoli, sia in termini di contenimento dei costi, come per i prodotti petroliferi che
importiamo come materia prima, sia come volumi di esportazioni che si annullano con
l’embargo , comportando danni incalcolabili per la nostra industria, come avviene con l’Iran e
come è già avvenuto con gli embarghi e conseguenti ritorsioni nei nostri confronti, e come
avviene , con la Russia. E intanto nell’ottica del perseguimento della pace a tutti i costi, si
moltiplicano i disagi e si assiste ad una caduta verticale del potere d’acquisto di stipendi e
pensioni, con un progressivo impoverimento di tutti gli strati sociali nazionali, con aumentato
rischio di allargamento degli starti più deboli con conseguente deficit, ad aumento
progressivo, della qualità della vita e della scarsità di cibo e di cure mediche . Tutti quelli che
ci tenevano affinché l’Europa fosse un gigante economico ma militarmente e
diplomaticamente disarmato, possono cantare vittoria, e, tra questi, soprattutto gli Stati Uniti
che si sono sempre giovati dalla sudditanza politico-militare dell’Europa nei riguardi degli
Stati Uniti stessi. Intanto, si può dire con certezza che la presenza ai confini degli Stati
dell’Unione Europea di un contingente militare autonomo verso est e sul Mar Nero avrebbe
dissuaso la Russia da qualsiasi tentativo di espansione neoimperialista in Ucraina sin dal
2014, quando, sempre ‘manu militari’, la Russia ha incamerato la Crimea e ancor più con la
successiva ulteriore invasione del 2022, quando il risultato delle elezioni politiche in Ucraina
aveva portato al potere Zelensky che di sicuro non era prono alle direttive espansionistiche del
Cremlino. Fra poco ci saranno le elezioni Europee, ma c’è poco da sperare che di punto in
bianco l’orientamento politico generale della UE possa cambiare. Infatti ci si accapiglia sulla
modifica dei patti di stabilità economico-finanziaria, sul rapporto tra deficit e PIL, sulle
normative volte a favorire una economia ‘green’ che aumenti la sostenibiltà ambientale. Sui
risvolti nazionali e sulle ricadute degli eventuali successi delle liste nazionali dei vari partiti
che poi confluiranno nei gruppi europei dei socialisti, dei popolari o dei conservatori e
sull’effetto che potrebbero avere sugli equilibri politici interni a ciascuno stato. Stati Uniti

d’Europa ? Magari! Ma credo che questo sia fuori dalle logiche degli equilibri strategici
mondiali, dove Russia, Cina e Stati Uniti desiderano mantenere la loro supremazia mondiale,
con la Francia ed il Regno Unito a fare da prime ancelle degli americani, non a caso, anch’essi
membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Sicurezza per quegli stessi membri
anzidetti, insieme a Cina E Confederazione Russa, ma insicurezza totale non solo sul piano
politico-militare e soprattutto su quello economico e finanziario per l’Europa e l’Africa.
Terreno di conquista eravamo stati nei secoli dei secoli, e tali rimaniamo anche adesso che
siamo tra le 7 maggiori economie del mondo. Cionondimeno rischiamo la fame per
larghissimi strati di popolazione dall’attuale assetto mondiale. Nel caos già ci siamo, da
tempo, ed anche nell’irragionevolezza più totale, se pensiamo di affidare il nostro
orientamento libertario e liberale alla condanna della censura di Scurati che condanna senza
requie il fascismo e viene ‘oscurato’ dalla RAI, o alla Ilaria Salis che viene addirittura
candidata alle europee dall’Alleanza Verdi e Sinistra, per cercare di tirarla fuori dalle carceri
ungheresi, i nuovi fascisti d’Europa, oppressori dei diritti umani. E’ caos, il più totale.