La Guardia di Finanza al Comune di Casagiove

di TACCO di GHINO
Negli ultimi giorni si intensificano al Comune di Casagiove le visite  da parte della Guardia di Finanza.

Inutile ricordare che ,  quando in un Ente Pubblico, interviene la Finanza, significa che i conti non tornano e significa che la Magistratura sta indagando a 360 gradi per individuare le cause della  cattiva gestione amministrativa.

Intanto il sindaco Roberto  Corsale perde l’ultimo treno per la Presidenza della Provincia : egli e’ un giovane  politico, puo’ attendere,   mentre  il candidato del centro- sinistra, l’avv. Carlo Marino, è un esponente autorevole del Partito Democratico, la cui designazione e’ il risultato di un tavolo interpartitico e la cui esperienza e storia politica vengono da lontano.

Al Sindaco Corsale si potrebbe sollevare un rimprovero bonario : avere indugiato a lungo nella adesione ad un movimento politico individuato , solo successivamente alla sua elezione, nell’ottobre 2016, in Campania Libera  che ha come punto di riferimento il Consigliere Regionale Luigi Bosco.

Sta di fatto che Roberto Corsale paga il ritardo nell’indossare la casacca di Campania Libera : in altre parole, egli , pur essendo il riferimento di Luigi Bosco, e’ politicamente isolato.

A questo si deve aggiungere il sodalizio che si e’ creato fra i  Socialisti di Oliviero, confluiti insieme a Domenico Dell’Aquila, nel Partito Democratico,  vicini  al Ministro di Grazia e Giustizia Orlando, e l’area Pd Rifare l’Italia che ha come leader la Senatrice Rosaria Capacchione  vecchia volpe della sinistra, nonché giornalista d’assalto, impegnata in prima persona contro la malavita organizzata.

In questa situazione emerge come  il Primo  Cittadino venga annullato  in seno alla sua stessa maggioranza  e  non lo aiuta certamente il fatto che  la sua attivita’ amministrativa  sia sottoposta al vaglio delle indagini della Guardia di Finanza.

Secondo indiscrezioni oggetto delle indagini potrebbe essere la gestione dei rifiuti oppure anche spese di giunta.

Si salvi chi può, perché in politica, dalla sera al mattino, quando si è ancora un pesciolino, si finisce facilmente dalla padella alla brace, specialmente in quei casi in cui  la presunzione prende il posto della modestia e della umiltà.