di Daniele Palazzo
CASERTA-Le mafie, compreso quella casertana e quella foggiana, all’assalto della Regione Molise.
Questo l’elemento centrale della mozione presentata dal Consigliere Regionale di minoranza Michele Petraroia che, nel documento posto all’attenzione del Presidente del Consiglio Regionale, Vincenzo Cotugno, del Govenatore, Paolo Di Frattura e dell’intero esecutivo, oltre a richiamare la delibera consiliare del 14 giugno 2016, concernente “la presenza di diversi Collaboratori di Giustizia e/o di condannati agli arresti domiciliari per reati gravi, provenienti da altri territori, con la quale si era deliberato di intervenire nei confronti dello Stato, al fine di potenziare il servizio degli Organici delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio regionale, evitando riduzioni tagli e/o riduzioni relative al superamento del Corpo Forestale dello Stato ed avanzando formale istanza sulla permanenza della Legione Carabinieri della Regione Molise, evitandone la soppressione.”
Tramite la specifica Azione di sollecito, Petraroia “impegna” il residente del Consiglio medesimo “a promuovere un coordinamento di tutte le rappresentanze istituzionali, sociali, politiche, imprenditoriali e parlamentari, finalizzato a condividere ogni utile mobilitazione del territorio a tutela della legalità e a salvaguardia della sicurezza dei cittadini”.Al governatore, e all’esecutivo, si chiede inoltre di “sollecitare la presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministri dell’Interno, Giustizia, Finanze e Difesa ad intervenire con celerità ed efficacia sul territorio molisano per ripristinare e potenziare gli organici delle Forze di Polizia, le strutture di coordinamento ed i mezzi in dotazione, al fine di contrastare l’infiltrazione delle mafie”.
E, dobbiamo dire la mozione presentata da Michele Petrajola sta avendo una grande eco di risonanza e plausi in tutto il territorio della Regione Molise. “Davvero non se ne può più, ha, più volte, affermato Petraroia .
“Se il mio grido d’allarme troverà un seguito, bene…Altrimenti, mi impegnero’ da solo nel portare termine una battaglia, una missione che sono non essere impossibile.”
A mo’ di conferma di quanto sostiene il consigliere scrivente, la recentissima diffusione, della relazione semestrale della D.I.A, dalla quale, risulta più che evidente che la Mafia siciliana e la ’Ndrangheta si siano alleate per meglio gestire i loro interessi malavitosi medesimo nel territorio regionale.
A deporre in tal senso, soprattutto le conclusioni dell’operazione “Isola Felice”, che, condotta e portata a compimento dai Carabinieri, ha permesso, oltre che procedere a 25 arresti, anche di scoperchiare il pentolone sulle mire espansionistiche della cosca Ferrazzani, di Meroraca(Crotone) in Molise ed anche in Abruzzo.
Dalla relazione presentata dalla Direzione Investigativa Antimafia, risulta che “Il capo ’ndrina, non solo aveva scelto di stabilire ufficialmente la propria residenza in San Giacomo degli Schiavoni, ma si era, di fatto, reso promotore di una associazione criminale composta sia da calabresi che da siciliani (famiglia Marchese di Messina), che operava tra San Salvo, Campomarino e Termoli”.