Oggi, 11 febbraio, alle ore 19;30 a Napoli presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, in Aula Piazzi si terrà una serata-evento organizzata dalla Unione Astrofili Napoletani per celebrare la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Parteciperanno diversi astrofili e associazioni astronomiche e culturali tra cui la Associazione Lattanino Cupolino aps ets, che porta il nome dell’Astrofilo che ha remotizzato il telescopio nella cupola Attilio Kolacevich in OACN. La Vice Presidente della Associazione Lattanino Cupolino, D.ssa Nicoletta Iannascoli, ambasciatrice SETI, Constellations Italia, ci ha concesso un’intervista in esclusiva. – “Vogliamo ricordare due scienziate poco conosciute ma straordinarie: Jocelyn Bell Burnell e Alice Ball. Burnell nel 1967, mentre era ancora dottoranda, individuò un segnale radio misterioso proveniente dallo spazio. Analizzando con pazienza chilometri di grafici cartacei, capì che non era un errore: erano pulsar, stelle di neutroni che ruotano velocemente emettendo impulsi regolari di radiazione. Quella scoperta rivoluzionò l’astrofisica. Eppure, nel 1974 il Premio Nobel per la scoperta fu assegnato ai suoi supervisori, non a lei. Jocelyn Bell Burnell reagì con eleganza e lucidità, continuando a fare ricerca, divulgazione e a sostenere giovani scienziati. Alice Augusta Ball era una chimica e ricercatrice medica statunitense (1892-1916). Sviluppò il primo trattamento efficace contro la lebbra, noto come Metodo Ball, rendendo iniettabile l’olio di chaulmoogra che prima era difficile da usare. Morì giovanissima, a soli 24 anni, e il suo lavoro fu inizialmente attribuito ad altri colleghi: solo molti anni dopo ricevette il giusto riconoscimento. Oggi è considerata una pioniera della chimica farmaceutica e un simbolo delle donne dimenticate nella storia della scienza.”
La due storie ci ricordano quanto sia importante riconoscere il contributo delle donne nella scienza e continuare a creare opportunità perché sempre più ragazze possano intraprendere questo percorso.