Maddalena Gatta ci racconta la sua operazione artistica nei luoghi di cultura.

Nel colloquio è emersa la grande esperienza, la dolcezza e la sensibilità dell'artista. Ospite spesso in Irpinia con i suoi gioielli artistici, che richiamano la preistoria, e le attività per bambini raccontate nei suoi libri di fiabe illustrate.

Per BelvedereNews abbiamo intervistato Maddalena Gatta, un’artista e pittrice italiana nota per la sua ricerca sul sacro femminile e sui simboli archetipici e preistorici.

Parlaci un po’ di Mddalena Gatta.

Nasco a Monte Sant’Angelo, un paese alle pendici del Gargano, intriso della bellezza della Montagna Sacra del Gargano. Frequento un percorso di studi artistici fin dall’adolescenza, diplomandomi come Maestro d’Arte in Decorazione Pittorica e conseguendo il diploma all’Accademia di belle Arti di Foggia. Dopo il diploma realizzo numerose mostre d’arte personali e collettive in varie città d’Italia, d’Europa e a Kyoto in Giappone. Ha vissuto per diversi anni a Berlino dove ho potuto confrontarmi con gli artisti locali e le avanguardie.

Come nasce il tuo rapporto con l’arte?

La scoperta della bellezza dell’arte nasce fin da bambina, quando mi intrufolavo nelle varie mostre dei pittori locali, tutte al maschile, di pittrici neppure l’ombra. Fu il primo approccio alla consapevolezza della creatività, come espressione artistica dell’essere umano. Il mio “viaggio creativo” vero e proprio iniziò alle scuole medie. Ero timida e impacciata e l’arte divenne il mio alfabeto di comunicazione. Un’esperienza artistica che non si è mai interrotta.

Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le performance artistiche?
Il messaggio che le mie opere generalmente comunicano, a livello concettuale, è soprattutto di pace per l’umanità. L’estetica, i materiali, le tecniche hanno senz’altro un ruolo importante, come parte integrante dell’opera, ma il riconoscimento della bellezza, come valore unico e imprescindibile, è il messaggio che soprattutto vorrei che arrivasse. Un messaggio che cerco di esprimere attraverso tutta la mia produzione artistica, che va dal segno preistorico alla pittura materica dell’opera contemporanea “Semidicielo”. Dai gioielli ispirati alle figure femminili delle “stele daunie” alle illustrazioni di albi illustrati.

Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue mostre d’arte?
Scelgo volentieri delle location che abbiano un valore simbolico: luoghi destinati alla fruizione dell’arte, come musei, gallerie d’arte…

Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?

Proseguire con i vari progetti in corso. Continuare nella ricerca di simboli ancestrali nei gioielli ispirati ai Dauni, nelle forme astratte del contemporaneo e nei nuovi personaggi degli albi illustrati. Voglio creare opere e progetti che sappiano offrire a tutti un forte impatto emozionale. Il mio prossimo progetto espositivo sarà una grande mostra sull’umanità. Non voglio ancora rivelare nulla, ma sono certa che sarà di grande impatto emotivo.

Quale è il tuo legame con l’Irpinia? 

Le radici del sud, dalle “tombe delle principesse” alle decorazioni dei vasi, alle suppellettili nelle teche dei musei che hanno aperto il cuore a un altro confronto. La scoperta di radici comuni, dove i confini sono aperti a una naturale espressività artistica.