MARCIANISE, LICENZIAMENTI JABIL. Uno dei dipendenti: «Mai vista un’azienda così scellerata»

MARCIANISE – La Jabil Circuit Italia è una multinazionale americana attiva nel settore della manifattura elettronica, presente nel nostro Paese con il suo centro di eccellenza a Marcianise. Il 24 giugno l’azienda ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 350 su 700 addetti dello stabilimento casertano, che dovrebbe concretizzarsi entro settembre. Dopo l’annuncio dei licenziamenti, il ministero dello Sviluppo Economico ha convocato il tavolo di crisi su Jabil Italy per le 10 del 27 giugno 2019, per discutere la situazione occupazionale e produttiva del sito di Marcianise.

Non ha tardato a farsi sentire la risposta di Fim Cisl Caserta, che ha reagito così all’apertura della procedura di licenziamento: “Nonostante le sollecitazioni sindacali ed istituzionali di Governo, Regione Campania e Comune di Marcianise assistiamo ad una chiusura totale da parte di jabil per ritirare i licenziamenti. La vertenza si fa drammatica. Occorre da subito sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica tutta per evitare che la provincia di Caserta diventi terra di nessuno, dove chiunque può pensare di sfruttare il territorio e andare via appena lo ritiene. Da domani saranno organizzate assemblee, scioperi, iniziative di sensibilizzazione della politica e dell’ opinione pubblica. La Campania va difesa e non deve andare perso un solo posto di lavoro!”.

Uilm, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Failms hanno poi risposto con i fatti: uno sciopero di 8 ore, a partire dalle 8 del 25 giugno, durante il quale si è svoltata anche un’assemblea sindacale.

“Mai vista una azienda così decisa e così scellerata. Si è provato in tutti i modi a far ritirare la procedura di licenziamento di 350 Lavoratori della Jabil Circuit. Ma nulla un irresponsabile amministratore delegato che non coglie la richiesta ad una discussione dove si sono fatti da garante, il Ministero del lavoro, la Regione Campania e il Comune. L’incapacità di un management che negli anni ha portato un eccellente azienda al disastro. Ma un Sindacato unito come oggi, sicuramente ha gli strumenti, per riportare al tavolo quest’azienda. Quando il sindacato è gestito da Uomini con gli attributi, non c’è differenza che tenga. Tutti uniti, Sindacato, istituzioni e lavoratori, vinceremo questa battaglia” – queste, le parole di uno dei dipendenti che si è fatto portavoce del pensiero dei lavoratori, che uniti in queste ore stanno lottando per reagire alla drammatica situazione.

Aprire una procedura di licenziamento per 350 lavoratori su 700, vuol dire negare e colpire pesantemente la prospettiva industriale e l’occupazione di un territorio già martoriato negli anni. Vuol dire che a questi dipendenti vengono negati i fondamenti della Costituzione (l’articolo 1, secondo cui l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro; l’articolo 4, secondo cui il lavoro è, sì, un dovere civico, ma soprattutto un diritto. Diritto che in questa circostanza viene negato ledendo la dignità di ognuno di questi lavoratori).