A CASERTA “MI SAI DIRE L’ORA”
Domenica 1° Marzo alle ore 19:00 al Piccolo Teatro Cts di Caserta, L’Associazione Culturale RESPIRART porterà in scena lo spettacolo dal titolo MI SAI DIRE L’ORA? In scena Luigi De Sanctis, che firma anche la regia, e Peppe Romano; Luci di Giovanni Guarino.
Questa la sinossi: Peppe è un fatuo avvocato, che ha successo e quattrini, mentre suo figlio Luigi è un trentenne serio e timido, laureato in lettere, che sta per terminare il servizio militare. Spinto dal desiderio di trovare col figlio quel dialogo che è stato sempre impossibile. Peppe va a trascorrere con lui un’intera giornata, e, appena lo incontra, per ingraziarselo, gli comunica di avergli preparato due regali: una macchina di lusso ed uno splendido attico a Napoli. Ma il giovane dimostra solo imbarazzo per questi regali, mentre più tardi e felice per un dono più modesto: l’orologio d’argento, che apparteneva al nonno ferroviere, e che gli ricorda momenti felici della sua infanzia. Luigi non ha per il futuro grandi aspirazioni, ma certo vuole scegliere da se la sua strada. L’invadenza e la possessività del padre lo irritano, cosicché i due, che non si comprendono, litigano spesso, mentre le ore di questa lunga giornata trascorrono lentamente. Peppe sa di non conoscere veramente suo figlio, e di essergli stato troppo lontano. per motivi di lavoro, perciò ora lo interroga continuamente, per arrivare a capirlo. In seguito Peppe, che e stato sempre geloso dell’attaccamento di suo figlio per la madre, gli rivela una presunta infedeltà di lei, avvenuta molti anni prima, provocando l’indignazione del giovane, che si allontana subito. L’ avvocato allora si reca alla stazione in attesa del treno per Napoli. Luigi lo raggiunge inaspettatamente, e, tirato fuori l’orologio del nonno, invita il padre a fare con lui il giochetto infantile: “Mi sa dire l’ora?”. Lo spettacolo è costruito in crescendo per descrivere l’incontro/scontro fra un figlio che ha soggezione del genitore e un padre che vuole recuperare, in un solo giorno, quello che ha mancato di fare per anni: prima, incerti, si studiano, poi sono pronti a mettere le carte in tavola e lo studio sull’incomunicabilità verbale diventa profondo ed appassionante, restituendo un rapporto umano attraverso significativi dettagli e illuminanti sottigliezze.