Mondragone- Castel Volturno . La Polizia di Stato di Caserta ha denunciato due uomini V. M, 36 anni di Mondragone , e P.M. , 27 anni di Castelvolturno, per avere truffato reiteratamente i loro potenziali clienti sul web con l’obiettivo di rubare denaro alle vittime. Truffavano su internet i loro acquirenti proponendo “affari” inesistenti con il solo obiettivo di rubare denaro alle vittime.
La Polizia di Stato e’ attivamente impegnata contro quei soggetti che attraverso la pubblicazione di allettanti, e finti, annunci online, sottraggono generalità e dati personali degli internauti per poi truffarli prosciugando i loro conti correnti postali o bancari. Molti i clienti che, come hanno dimostrato le indagini condotte dal commissariato di Polizia di Castel Volturno, vedevano sparire dalle proprie carte di credito ingenti somme di denaro o addirittura effettuavano spontaneamente bonifici convinti di ricevere beni e servizi per poi venire sistematicamente ingannati.
Le indagini condotte dagli uomini del Commissariato di Polizia di Castelvolturno hanno consentito di individuare numerosi truffatori che incassavano fraudolentemente denaro a malcapitati possessori di carte di credito i quali improvvisamente vedevano svuotati i propri conti da operazioni da addebito mai effettuate oppure, allettati da affari ingannevoli, effettuavano essi stessi bonifici a titolo di pagamento di beni venduti on line che non ricevevano mai.
V.M. in particolare era un vero e proprio mago della truffa, specializzato nel proporre l’affitto di case vacanza a prezzi stracciati: il truffatore incassava l’acconto e poi svaniva nel nulla utilizzando carte d’identità intestate a persone inconsapevoli. I suoi clienti, provenienti soprattutto dal nord Italia, una volta giunti sul posto si rendevano conto che la casa proposta era realmente esistente, ma appartenente ad altre persone totalmente ignare delle trattative condotte dal truffatore.
L’altro denunciato riusciva invece a convincere le vittime, non particolarmente scaltre, a fornirgli non solo i propri dati personali ma anche le credenziali d’accesso ai conti correnti, che così venivano sistematicamente svuotati.