Movimento Speranza per Caserta – L’Altra EuropaIl Commissario Nicolò revoca il project per il “Tourist Center – Re Ferdinando I”. Il plauso di Speranza per Caserta

Movimento Speranza per Caserta – L’Altra Europa

Il Commissario Nicolò revoca il project per il “Tourist Center – Re Ferdinando I”. Il plauso di Speranza per Caserta

Apperti: “Ben fatto. Gestione commissariale opportuna e benefica. Vogliamo che ogni scelta sia presa per la comunità, senza favoritismi a danno di tutti”.”

Il Movimento Speranza per Caserta ringrazia pubblicamente il Commissario Straordinario dott.ssa Nicolò, per la delibera n. 10/2016 con la quale, annullando la delibera di giunta 41/2014, revoca il Project Financing “Tourist Center Re Ferdinando I”. Questa coraggiosa ma ineccepibile decisione fa il paio con quella del luglio scorso quando, con analogo provvedimento, fu revocato il progetto “Recupero del quartiere Parco degli Aranci” – il famoso “buco” della 167. D’altronde, analoghi erano i profili di inammissibilità di entrambe le proposte: sia dal punto di vista urbanistico in quanto, necessitando di varianti al Piano Regolatore, dovevano essere approvate dal Consiglio Comunale e non dalla Giunta; sia per le tante agevolazioni finanziarie previste (quali cessioni gratuite di suoli, esenzioni trentennali dai tributi locali, ecc.), tali da far apparire lampante la volontà, dell’amministrazione allora in carica, di favorire gli investitori privati a danno delle casse comunali.
“Lo diciamo con un po’ di amarezza – commenta così il candidato Sindaco Francesco Apperti – ma questa gestione commissariale si sta rivelando sempre più opportuna e benefica per una città che era stata letteralmente sventrata con decisioni ed azioni scriteriate. È bene che chiunque si proponga per guidare la città, si attrezzi per continuare sullo stesso modello, altrimenti sarebbe meglio continuare ad libitum il commissariamento”. Speranza per Caserta da tempo segue la questione: “I project financing – continua Apperti – pesavano come macigni, e lo avevamo evidenziato a chiare lettere nel documento di Osservazioni al Preliminare di PUC. Era grottesco discutere di piano urbanistico, mentre le decisioni su pezzi grossi e/o strategici di territorio venivano prese dall’alto, scavalcando ogni processo decisionale e partecipativo. Più volte veniamo additati come quelli del “no” a prescindere, ma non è così.
Riteniamo prioritario risolvere lo scempio rappresentato dal “buco” della 167, ma non certo cementificando gran parte dell’area ed allocandovi servizi ed attività già presenti nel raggio di 4-500 metri, condannando all’agonia queste ultime e rendendo fasulli i tanti posti di lavoro promessi. Ed è altrettanto urgente dotare la zona a ridosso della Reggia di un “centro di accoglienza turistica” ma, se l’obiettivo dell’amministrazione deve essere avvicinare i turisti alla città, perché progettare una mega struttura in posizione decentrata (come l’area dell’ex mercatino di viale Ellittico), con la previsione di servizi quali ristoranti e bar, nonostante le tante attività nel centro storico di Caserta che attendono solo di essere invase da decine di migliaia di turisti? Speranza per Caserta ha da sempre rivendicato che il luogo ideale per il punto di accoglienza turistica sarebbe l’ex caserma Pollio, a due passi dal centro storico e già predisposta alla nuova funzione, ma purtroppo anche qui, l’allora amministrazione comunale decise di prolungare per altri dieci anni l’utilizzo improprio come parcheggio. Appoggiamo dunque la proposta che arriva dal “manager illuminato” della Reggia, il dott. Felicori che, con semplicità e senso pratico, ha fatto ciò che nessun politico casertano finora aveva ritenuto utile fare, ossia sedersi al tavolo con FS/Centostazioni e chiedere l’uso di spazi e strutture della stazione ferroviaria per la promozione turistica e del territorio. Noi di Speranza – conclude Apperti – intendiamo proporci per un governo della Città in cui ogni scelta sia basata esclusivamente sulla convenienza per la comunità, senza forzature e favoritismi che fanno la felicità di pochi a danno di tutti”.