Nel silenzio dei media nazionali la rivolta del mondo agricolo, partita dalla Germania, sta arrivando con forza in tutta Italia.

Nel silenzio dei media nazionali la rivolta del mondo agricolo, partita dalla Germania, sta arrivando con forza in tutta Italia.

Oggi ad Aversa, presso il Bar TITOS, si è svolta una riunione del movimento C.R.A. Agricoltori traditi, per tentare un coordinamento tra tutte le varie zone del paese allo scopo di organizzare una giornata di  MOBILITAZIONE NAZIONALE di tutto il mondo agricolo. Promotore della protesta è Danilo Calvani, ex appartenente al cosiddetto “Movimento dei Forconi”, il quale tiene a precisare che il C.R.A. è un movimento apolitico, apartitico, asindacale e dunque, come tale, portatore delle istanze e delle proteste dei soli agricoltori italiani, non di altre realtà.

Intanto in Sicilia, Franco Calderone, imprenditore agricolo di Marineo, anch’egli tra fondatori nel 2011 del Movimento dei Forconi, ha istituito un presidio allo svincolo della Bolognetta, dando così il via al dissenso nella Trinacria.

“Pretendiamo che il prezzo dei nostri prodotti sia fissato e tenga conto del sacrificio che facciamo ogni giorno. Questa è una battaglia per difendere l’Isola – afferma Calderone – In Germania, Belgio, Austria, Francia ed in altre nazioni europee stanno protestando duramente contro questa comunità europea che è riuscita ad affamare le persone. Stanno scendendo tutti nelle piazze, dagli studenti ai professionisti , dai piccoli imprenditori agli industriali agli impiegati, al ceto medio. La battaglia è comune contro una politica che arricchisce esclusivamente banche e multinazionali. Come sapete tutti nel 2011 abbiamo protestato con il Movimento dei Forconi di cui mi pregio essere uno dei fondatori. con la politica, tutta, ma il risultato è stato pari a zero per una serie di scelte sbagliate. Dopo 12 anni, la situazione è perfino peggiorata. E siamo costretti a ridiscendere nelle strade per fare sentire le nostre ragioni di padri, capi famiglia e capi azienda. L’esperienza ci impedirà di fare gli errori del passato. Dobbiamo mettere in strada la pretesa di un nuovo Umanesimo, che tuteli la persona e non l’utile di banche e multinazionali. Ci mettiamo in contatto con altri gruppi e movimenti fuori dalla Sicilia. Vogliamo creare una rete che ci permettiamo di comunicare e mettere in campo le azioni più opportune per fare mettere al centro dell’azione politica la risoluzione dei problemi di questa società ormai malata”.