Nuova Gazzetta di Caserta del 12.11.2015. Terremoto alla Regione Campania: indagato Vincenzo De Luca

Regione Campania :è terremoto. Sette indagati a vario titolo per rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione E corruzione per induzione. Fra questi Vincenzo De Luca Presidente della Regione Campania. Ma procediamo con ordine, Nei giorni scorsi si è dimesso Nello Mastursi, Salernitano , capo della segreteria di Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, e considerato un fedelissimo del Presidente di cui ha curato la campagna elettorale e la formazione delle liste. Nello Mastursi ha formalizzato le dimissioni sabato scorso dopo 5 mesi di incarico. Da qui la bufera. In un primo momento , si era appreso che le dimissioni erano di natura personale. La Regione Campania, poi, con nota aveva spiegato che l’abbandono dell’incarico era legato alla impossibilità da parte di Mastursi di coprire contemporaneamente il ruolo di responsabile politico dell’organizzazione del Pd regionale , a fronte di un impegno sempre piu’ rilevante in vista delle prossime amministrative, ed un ruolo istituzionale del tutto assorbente per il carico di lavoro ed i ritmi di attività impressi dalla nuova amministrazione in tutte le politiche di settore. In realtà, nei giorni successivi, è emerso che dietro le dimissioni di Nello Mastrursi aleggia l’ombra di una inchiesta che la Procura di Roma che starebbe conducendo accertamenti giudiziari sul suo conto. I reati di cui si parla sono segreto d’ufficio e corruzione. Ma non è tutto. Nell’indagine sarebbe coinvolto anche un Magistrato del Tribunale di Napoli, Anna Scognamiglio, relatrice dell’ordinanza collegiale che il 22 luglio ha decretato la sospensione della sospensiva disposta per il Presidente della Regione Campania in base alla legge Severino, il marito della stessa Guglielmo Manna , Medico Ospedaliero, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Ospedale Santobono, Giuseppe Vetrano, già coordinatore delle liste De Luca ad Avellino, e due infermieri Gianfranco Brancaccio e Giorgio Poziello. L’indagine sarebbe stata aperta da una presunta trattativa dedotta da una intercettazione in cui si sentirebbe parlare Guglielmo Manna con Nello Mastursi e chiedergli un ” favore”, pare un incarico nella sanità regionale, in cambio dell’intervento della moglie su una questione che stava a cuore al fedele collaboratore di VIncenzo De Luca. In ogni caso sembra che le indagini fossero partite da tempo e a carico di Nello Mastursi vi sono state da parte della Squadra Mobile di Napoli perquisizioni sia nella sua abitazione che a Palazzo Santa Lucia in seguito alle quali sono stati sequestrati un suo telefono cellulare e un computer portatile. A scendere in campo sulla vicenda era stato Il Movimento 5Stelle. Valeria Ciarambino aveva detto: “Su questa vicenda troppe ombre. Il Presidente De Luca per riapetto e tutela della istituzione che rappresenta deve spiegare urgentemente cio’ che sta accadendo. La questione è molto seria e grave e merita un chiarimento” Nella giornata di ieri un ‘altra tegola su Palazzo Santa Lucia, ovvero la notizia che il Presidente De Luca è indagato dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda Mastursi. Dal canto suo il Presidente De Luca ha affermato di essere totalmente estraneo all’indagine senza alcun margine di equivoco . Il Presidente chiede di essere ascoltato dai Magistrati per chiarire ogni aspetto della vicenda. L’inchiesta era stata avviata a Napoli sulla base di una segnalazione e poi trasferita dalla Procura partenopea a quella di Roma , che è competente a svolgere le indagini sui Magistrati della Corte di Appello di Napoli. Al centro della vicenda, dunque, la sentenza con la quale la prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha conferamto il 22 luglio quanto già deciso dal giudice monocratico Gabriele Cioffi, il quale aveva congelato la sospensione di De Luca dalla carica di Presidente della Regione Campania disposta con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in base alla legge Severino. La sospensione era relativa a una condanna a un anno di reclusione per abuso d’ufficio inflitta a Vincenzo De Luca quando era sindaco di Salerno. Il collegio aveva accolto il ricorso presentato da Vincenzo De Luca e aveva inviato gli atti alla Corte Costituzionale sospendendo il procedimento sul merito fino a quando al Consulta non si sarà pronunciata sui presunti profili di incostituzionalità ravvisati nella legge Severino.