” Ci stiamo attivando secondo i percorsi previsti dalla legge per definire la situazione relativa all’Istituto Sant’Antida Società Cooperativa Sociale Onlus “. Queste le parole di Marcello Iovino, Dirigente del COmune di Caserta, responsabile del Settore in questione. Come si ricorderà nelle settimane scorse. Antonio De Falco , Presidente di “Riprendiamoci Caserta” – Movimento “Caserta In Comune”- aveva denunciato la posizione debitoria dell’ Istituto , di cui è Presidente il Dott. Vincenzo Farina, che risulterebbe debitore inadempiente del Comune di Caserta per la somma di oltre 100mila euro a causa della mancata corresponsione di canoni di locazione e di bollette di utenze, come energia elettrica e spazzatura. L’Istituto si avvale per lo svolgimento delle sua attività- si tratta come noto di una scuola privata paritaria- di un edificio di proprietà del Comune che non solo non è stato messo in vendita, come tutti gli altri, per sopperire al dissesto finanziario, ma per il quale l’Amministrazione Comunale non è mai intervenuta per esigere l’ammontare del suo credito. Sulla questione Marcello Iovino è molto vago. ” Al cittadino- dice- interessa sapere che stiamo procedendo a norma di legge secondo le regole previste per il contratto di locazione. Bisogna tenere conto che l’Istituto ha un contratto con il Comune ed ha degli arretrati da pagare”.Al momento, dunque, nei confronti dell’ Istituto, vi dovrebbe essere una procedura per morosità . Ma Iovino non va oltre le ermetiche parole. Come , peraltro, nessun esponente politico o istituzionale è sceso in campo su questa vicenda denunciata da Antonio De Falco. Mentre, intanto, il Comune cerca di sopperire al dissesto con la vendita degli altri immobili- questo di via Sant’Antida, invece, è stato miracolosamente sottratto anche alla vendita- e con la abrogazione delle strisce blu a favore della sosta dei disabili, l’Istituto Sant’Antida procede la sua attività di scuola d’elitè dei bambini casertani in violazione alla destinazione i mposta allo storico Palazzo Sant’Antida dal benefattore Francesco De Dominicis ,che unitamente alla sorella Maria Giuseppa , trasferi’, , oltre un secolo fa, la proprietà dell’immobile al Comune di Caserta con la specifica destinazione di perseguire scopi di utilità e di solidarietà sociale in campo culturale e in quello dell’istruzione al fine di prevenire le forme di emarginazione sociale e di disagio fisico e psichico dei minori a rischio.” L’Istituto Sant’Antida – spiega Antonio De Falco- non solo non versa quanto dovuto al Comune ma si avvarrebbe di un fatturato per tutti gli allievi -sono circa 100- pari a 30mila euro mensili , oltre i finanziamenti dell’Ufficio Scolastico Regionale di Caserta , che, in base alle nostre indagini, siano superiori ai 24mila euro l’anno inizialmente indicati”. Una scuola , dunque, per elite nella quale non sarebbe stato individuato alcun bambino portatore di disagio socio-economico o fisico. Addirittura , l’Istituto è sponsor di una emittente Web Tv molto rinomata. E, su questo, ci si chiede come mai , pur non pagando il Comune e le relative bollette, il Presidente Farina riesce, invece, a pagare la pubblicità, Ma non è tutto. Sono in molti a ritenere che la scuola non sia fornita della prescritta agibilità . Ma , in tutto questo, la posizione di Vincenzo Farina si andrebbe ad aggravare in relazione ai dipendenti della scuola, che risultano essere 12 rispetto ai 33 dichiarati, e che sarebbero registrati come soci ai quali non verrebbe corrisposto lo stipendio in cambio del punteggio loro conferito. Si parla poi di accorid tra Vincenzo Farina e Gianluigi Traettino che ha acquistato uno spazio antistante l’istituto ai fini di un ampliamento di attivita’. ” Le parole laconiche del Comune di Caserta- conclude Antonio De Falco- non sono soddisfacenti in relazione alla situazione in atto”. E Marcello Iovino replica: ” Presto i fatti di Palazzo Castropignano sulla vicenda Sant’Antida”.