di Alessandro Fedele
PIGNATARO MAGGIORE – Era il 30 giugno del 2014 quando fu ritrovata una scimmia in città abbandonata come accade solitamente con i cani nel periodo estivo. Fortunatamente per Piera, la scimmia Macaca Spp, c’era la struttura “Dog’s Town” ad ospitarla per prendersene cura. Chiaramente le autorità non stanno a guardare, infatti gli allora Forestali intervennero per indagare sulla vicenda. Riscontrarono che la scimmietta era tenuta in una casa come un animale domestico e che la famiglia adottiva, probabilmente perché prossima alle ferie, avrebbe voluto sbarazzarsene. Detenere una scimmia è, almeno in italia, un fatto penalmente rilevante. Lo è anche per un motivo abbastanza importante: la scimmia è di una particolare razza aggressiva e quindi può mettere in pericolo la pubblica incolumità.
Per un fatto apparentemente irrilevante è intervenuta anche la Procura della Repubblica di Santa Maria C.V., la Prefettura di Caserta, il Ministero dell’Ambiente e i Carabinieri del Nucleo Forestale e CITES, con i quali, grazie ad una grande sinergia, questa mattina sono riusciti a trasportare Piera presso una struttura individuata nel corso delle indagini e più adatta alle sue esigenze.
Da qualche ora Piera è già a Monte Adone (BO), dove vengono ospitati altri animali esotici come lei, che per il momento inizierà un percorso di riabilitazione fino ad essere reinserita con la sua specie protetta.
Le conclusioni dell’indagine svolta dai Carabinieri del CITES non fanno per nulla piacere, si tratta, infatti, di commercio di specie esotiche, che gli stessi Carabinieri tentano di reprimere per evitare storie come quella di Piera il macaco.