In Italia,in epoca etrusca,esisteva una varietà di fagioli chiamata “Fagiolo d’Egitto” ,proveniente dall’Egitto,precisamente provenivano dalla pianura fertile del Nilo.Insieme ai cereali,i legumi erano alla base dei popoli mediterranei,essendo una fonte proteica. Il legume più importante era la fava,collegata al culto dei morti o dell’aldilà ed era presente nelle cerimonie funebri dei Romani,Greci e Egiziani. I fagioli erano un altro importante legume,conosciuto come detto in precedenza,fin dall’antichità con il nome dato da Virgilio “vilem phaseulum” perchè piatto abbondante. Una chiara testimonianza della conoscenza del fagiolo da parte dei Romani,c’è la fornisce il più grande gastronomo Apicio vissuto nella Roma Imperiale,precisamente nell’epoca dell’Imperatore Tiberio, che scrisse un ricettario composto da 10 libri,di cui il terzo libro ,chiamato “Cepuros”,dedicato agli ortaggi,verdure,frutta,formaggio,legumi e farina,alimenti che i Romani consideravano la base della loro alimentazione. In più Apicio ci spiega i pasti dei Romani che si dividevano in 3 pasti :
1) Lo “jentuculum”,che è lo spuntino della mattina
2)Il “pransus” o “prandium” che consisteva in un pasto freddo e leggero
3)La “cena” che era il pasto principale diviso in:antipasto,primo piatto e secondo piatto.
Durante il Medioevo,il fagiolo in Italia era chiamato “fosselo” o “fasolo”,che era di facile coltivazione,detenendo molte proprietà nutritive. Dopo la scoperta dell’America, Colombo esplorando le terre americane,rimase stupefatto della grande quantità di piante tra cui quelle di fagioli,presenti in quella terra e, ritenendole di molto pregio, ne portò con sé numerosi campioni. Lo stesso Colombo annotò nel suo diario di bordo che tante di quelle piante erano assai diverse da quelle conosciute fino ad allora, ma questi fagioli americani, seppur differenti da quelli europei, furono accettati e graditi fin da subito, cosa che non avvenne, per esempio, con il pomodoro e la patata,che però lo stesso scaturì la conquista del territorio americano da parte di Spagnoli e Portoghesi. Nel 1528 Pietro Valeriano,un canonico,riceve da papa Clemente VII,dei fagioli americani denominati “phaseolus vulgaris”. inviatogli dall’America come curiosità botanica,nativi del Messico,il quale li coltiva e scopre l’utilità alimentare. Pietro Valeriano, scoperta l’utilità alimentare,la diffonde in Italia,che subito ebbe, un grande successo,dopo di chè si diffuse in Francia, e poi nel resto d’Europa.Testimonianze di quanto fossero preziosi i fagioli,c’è le danno il libro gastronomico “Banchetti composizione di vivande e apparecchio generale” del 500 di Cristoforo Messisbugo e altri testi dove vengono elencati i fagioli come regalo tra cui ricordiamo il matrimonio della sorella Caterina De Medici,in cui ebbe dal fratello Alessandro De Medici,come regalo,i fagioli. Fine 800,l’agricoltura perde progressivamente importanza,a causa dello sviluppo industriale e una delle regione più colpite dall’industrializzazione è la Toscana,invece la Campania dove se ne producono a migliaia,continua ad valorizzarli in maniere incredibile riuscendo a portarli ad alti livelli,per merito delle tante ricette che la Campania offre e uno dei posti in cui si svolge la fagiolata è Mondragone,che è situata in Provincia Terra di Lavoro. Il fagiolo è un alimento nutritivo e nobile,a tal punto che secondo fonti storiche,il grande consumo del fagiolo nel medioevo,ha permesso di superare pesanti carestie. Il fagiolo ha conquistato fama per le sue proprietà nutritive che sono:
1)Proteine
2)Carboidrati
3)Fibre(hanno un ruolo determinante nella regolarità delle funzioni intestinali)
4)Vitamine:A,B,C,E
5)Sali minerali e oligominerali:potassio,ferro,calcio,zinco e fosforo
6)Ricchi di lecitina(fosfolipide che facilita l’emulsione dei grassi, in modo tale da evitarne l’accumulo nel sangue, ridurre i livelli di colesterolo e prevenire disturbi cardiovascolari)
I fagioli sono anche consigliati per chi tiene il diabete perchè favorisce la stabilizzazione della glicemia,blocca lo zucchero in modo che non va a finire nel sangue e favoriscono un assorbimento graduale dei carboidrati da parte dell’organismo. Prevengono anche le crisi ipoglicemiche cioè l’abbassamento dello zucchero(glucosio)nel sangue. In più i fagioli come detto in precedenza,detengono le fibre che prevengono e riducono i problemi di stitichezza e emorroidi e inoltre sono contro indicati per chi soffre meteorismo intestinale,gotta,artrosi e artrite. In Italia per esempio a Mondragone,esiste la tradizione della fagiolata. Praticamente i contadini andavano nelle campagne,scavavano i fagioli,li portavano in un’area ampia,li facevano essiccare per 15 giorni,dopo averli fatti essiccare, avveniva la “scognatura” che è praticamente la battitura del prodotto affinchè potesse cadere il superfluo e il fagiolo invece essere recuperato. Infine,i fagiolini è la pietanza dei lavoratori e dei contadini.