POLITICHE EXTRA EUROPEE, DICHIARAZIONI DI M. SALVINI

 

Matteo Salvini sul commercio vuole fare come Donald Trump. Prima la dichiarazione altisonante: “Se gli italiani mi sceglieranno come premier sono pronto a mettere dei dazi a protezione del made in Italy. Vuoi licenziare in Italia, produrre sottocosto all’estero e rivendere in Italia? Allora paghi il 50% di tasse in più”. Poi, la rettifica: “L’Europa ha già 52 dazi che proteggono merci europee, andro’ a Bruxelles a chiedere di difendere alcune nostre produzioni”. In mezzo, l’attacco del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che gli aveva ricordato che a imporre dazi non è il premier di uno Stato membro, ma l’Ue, in quanto il mercato è unico da un po’ di lustri.

Modalità a parte, resta l’intento de leader del Carroccio di seguire Trump nella nuova stagione di protezionismo, che sembra fare molti proseliti dall’America all’Europa. In un momento, tra l’altro, in cui l’Ue sta chiudendo diversi accordi commerciali, come quello con il Giappone o con i paesi del Mercosur. Accordi che per Salvini mettono a rischio produzioni italiani come quella del tessile e dell’agroalimentare: “Viva il libero mercato, viva il libero scambio, però io difendo il lavoro e la salute degli italiani. Se servono dei dazi, metto dei dazi perché io voglio riso italiano e non riso cambogiano dove usano cemento come fertilizzante”.