PRESENTAZIONE E DIBATTITO POST FILM AL DUEL DEL LUNGOMETRAGGIO AEFFETTO DOMINO

di gianclaudio de zottis

 

‘AEffetto Domino’ è un film che seduce per il suo carico di emozioni, per la sua veridicità, per il suo contributo sociale. Così la critica ha definito l’opera di Fabio Massa, regista e attore campano, in occasione della sua uscita al cinema del lungometraggio. A distanza di otto mesi, il Duel Village lo ha riproposto al pubblico in occasione dell’inaugurazione della nuova stagione di Independent Duel. Una rassegna ideata e diretta da Christian Coduto e giunta quest’anno alla terza edizione. Mercoledì 18 ottobre alle ore 21,15 è stato  proiettatato questo piccolo gioiello cinematografico con il successivo dibattito in sala con gli attori, il regista Fabio Massa e con l’attrice (e coproduttrice del film) Martina Liberti. ‘AEffetto Domino’ è un film indipendente che vanta un grande cast. Tra i protagonisti ci sono infatti Cristina Donadio (la Scianel di Gomorra la serie) , Salvatore Cantalupo, Pietro De Silva, Ivan Bacchi e tanti altri. Un’intensa parabola esistenziale girata tra l’Africa e l’Italia. Una storia di amore e di sentimenti ma anche il racconto di una malattia e dell’effetto domino che avrà sulla vita del protagonista. Il film narra infatti la storia di Lorenzo, un trentenne che riesce a coronare il suo sogno di insegnare in Africa ma che sarà costretto a tornare in Italia a causa di un melanoma in fase avanzata che metterà in discussione il rapporto con la famiglia, le amicizie, il suo rapporto con il fidanzato, nonché tante altre scelte che non sveliamo per chi volesse andare a godersi il film.

In primis nel dibattito post film si è parlato della storia gay, vissuta dall’attore e sul diverso approccio “vissuto” tra i vari paesi in quanto il film concorre per 10 concorsi cinematrografici, anche all’estero.

Ebbene il protagonista Fabio Massa ha sottolineato come il vivere e l’esternare una storia omosessuale abbia trovato un pubblico anche di bambini molto “maturo” e rispettoso di quello che è un amore che comunque nel film è vissuto come tale in quanto l’amore è unico e può esistere anche tra due uomini (e/o persone dello stesso sesso) e che non viene preso bene dal padre dell’attore, in una scena del film.

Soltanto a Napoli c’è stato qualche sfottò, qualche risata ironica, non cattiva però, tipico dell’ironia che contraddistingue il popolo partenopeo, ma nel complesso un grande rispetto e soprattutto all’estero una grande “maturita” nell’affrontare un tema come quello dell’omosessualità che c’è ed esiste tutt’ora, con delle discriminazioni che possono ancora esistere, ma che sembrano  sorpassate.

Il film tra la realizzazione e la produzione ha coperto un lasso di tempo di 12 mesi e ha ottenuto un discreto successo nei vari paesi in cui è stato proiettato.

Nel dibattito successivo l’attore principale ha rimarcato la difficoltà anche a recitare il ruolo del malato oncologico richiedendo la consulenza di medici del settore per silmulare al meglio le fasi terminali della propria malattia.

Anche l’attrice, Martina Liberti, non si è sottratta alle domande sia del pubblico che dei giornalisti in sala, rimarcando anche il carico emotivo che si è creato durante il film sottolineando la capacità del suo collega, Fabio Massa nel creare entusiasmo, gruppo e sinergia con tutto lo staff, anche in progetti allo stato iniziale che praticamente non offrono alcuno spiraglio sul buon esito della riuscita dello stesso.