Prosegue la riforma del Mibact. Camilla Sgambato Pd : ” Nel prossimo provvedimento anche Anfiteatro Campano e Museo Archeologico di Teano”.

A cura di Giovanna Paolino.”Avremo finalmente n interlocutore unico con cui confrontarci per i tanti progetti di riqualificazione e valorizzazione dei nostri tesori. Ringrazio il ministro Dario Franceschini per il decreto con cui inserisce anche l’Anfiteatro Campano e il museo Archeologico di Teano nel Polo Museale Campano. Ho avuto rassicurazioni che con il prossimo provvedimento entreranno nel Polo anche il teatro ed il museo di Sessa Aurunca ampliando ulteriormente le potenzialità culturali e turistiche della nostra provincia”. Lo annuncia la deputata Camilla Sgambato, componente della commissione Cultura alla Camera che aggiunge: “Ho avuto inoltre modo di verificare come nell’agenda delle priorità ci sia anche il Museo Campano, che arriverà all’attenzione del ministero immediatamente dopo aver acquisito al suo patrimonio le biblioteche e gli Archivi provinciali che erano a rischio chiusura”. “A questo punto – conclude la parlamentare del Partito Democratico –, l’impegno ribadito in queste ore dal ministro Franceschini per Carditello, su cui siamo ormai alle battute finali anche per la costituzione della Fondazione, è il tassello ulteriore del più ampio progetto di rilancio dei Beni Culturali della provincia di Caserta”.

Attualmente al Polo museale della CAMPANIA sono aggiunti: il Complesso dei Girolamini – Napoli; il Museo Archeologico dell’antica Capua e Mitreo – Santa Maria Capua Vetere (Caserta); il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano (Salerno); il Museo Archeologico Territoriale della penisola sorrentina “Georges Vallet” – Piano di Sorrento (Napoli); il Teatro romano di Teanum Sidicinum – Teano (Caserta).

Aumentano , dunque, i presidi di tutela archeologica e nascono nuovi parchi archeologici autonomi: da Ostia Antica a Ercolano, dal Parco archeologico dell’Appia a quello dei Campi Flegrei, dal complesso monumentale della Pilotta al Castello di Miramare .

“Ancora un passo avanti nella riorganizzazione del MiBACT, è la volta delle soprintendenze” – ha dichiarato il ministro Franceschini, sottolineando come – “il ministero viene ridisegnato a livello territoriale per rafforzare i presidi di tutela e semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione. Le nuove soprintendenze parleranno con voce unica a cittadini e imprese riducendo tempi e costi burocratici. La riorganizzazione prosegue nella strada di valorizzazione del patrimonio. Vengono per questo istituiti 10 nuovi musei e parchi archeologici autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale”.

Il nuovo assetto del ministero presentato dal ministro Franceschini prevede la creazione delle ‘Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio’. Con questo intervento aumentano i presidi di tutela sul territorio nazionale, che, proprio per l’archeologia, passano dalle attuali 17 Soprintendenze Archeologiche alle nuove 39 soprintendenze unificate (a cui si sommano le due soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei).

La nuova articolazione territoriale, che realizza una distribuzione dei presidi più equilibrata ed efficiente, è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori.

Ogni nuova Soprintendenza parlerà con voce unica ai cittadini e verrà articolata in sette aree funzionali (organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico e artistico; patrimonio architettonico; patrimonio demoetnoantropologico; paesaggio; educazione e ricerca) che garantiscono una visione complessiva dell’esercizio della tutela, assicurando anche la presenza delle specifiche professionalità. Per cittadini e imprese sarà così più semplice e rapido rapportarsi con l’amministrazione con una notevole riduzione degli oneri burocratici. Ciascuna soprintendenza costituirà un riferimento univoco per la valutazione di qualunque aspetto di ogni singolo progetto, dalla tutela di beni archeologici per arrivare all’impatto paesaggistico, passando per gli aspetti di carattere artistico e architettonico: a un’unica domanda corrisponderanno un unico parere e un’unica risposta. Al centro ci sarà una sola Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, che garantirà il coordinamento delle soprintendenze su tutto il territorio nazionale.

La riorganizzazione affida inoltre alle Soprintendenze archivistiche la tutela del patrimonio librario, che pertanto vengono denominate Soprintendenze archivistiche e bibliografiche. Nell’esercizio di questa nuova funzione esse risponderanno anche alla Direzione Generale Biblioteche e potranno avvalersi del personale delle biblioteche statali.

L’intervento completa la riforma del ministero e prosegue lungo il percorso di una più decisa valorizzazione del patrimonio, specialmente archeologico, attraverso la costituzione di dieci nuovi istituti autonomi retti da altrettanti direttori che saranno selezionati con un nuovo bando internazionale.

La nuova articolazione territoriale, realizza una distribuzione dei 41 presidi di tutela più equilibrata ed efficiente che è stata definita tenendo conto del numero di abitanti, della consistenza del patrimonio culturale e della dimensione dei territori. Alle 39 soprintendenze uniche si sommano le 2 Soprintendenze speciali del Colosseo e di Pompei.