REAL SITO DI SAN LEUCIO. ANCORA ESALAZIONI NAUSEABONDE: FORSE UNA DISCARICA NEL SITO UNESCO ?

di GIOVANNA PAOLINO

CASERTA. Ma non e’ che nel Real Sito di San Leucio sia stata attivata una discarica e i cittadini non lo sanno ?

La domanda sorge spontanea dinanzi al persistere degli odori nauseabondi  ed inquinanti che  stanno mettendo a serio repentaglio la salute  dei residenti oltre che violare la sacralita’  culturale e artistica del sito che e’ Patrimonio  Unesco.

Al centro delle accuse la fabbrica ” Conti 3″ di Bartolomeo Letizia , specializzata nella produzione di manufatti industriali per automobili, ed allocata , non si capisce come, in Piazza della Seta  nel Real Sito di San Leucio.

In questi giorni Donato Tenga, Consigliere Comunale di Obiettivo Comune e Delegato al Belvedere di San Leucio per conto della Amministrazione Comunale , con estrema tenacia  ha portato all’attenzione dell’Arpac e della Polizia Municipale la petizione firmata da oltre 100 residenti di Briano e di San Leucio con l’intento di fermare questo scempio.

Eppure, nonostante che alla fabbrica fosse stato intimato dall’Arpac e dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale di Caserta di sospendere la produzione in attesa di  regolarizzare l’impianto alle norme di legge,  le esalazioni nocive – simili a quelle prodotte dalla plastica bruciata- continuano ad invadere il sito borbonico.

I Leuciani chiedono risposte certe dalle Istituzioni e sono pronti a scendere in piazza per difendere il Real Sito Patrimonio dell’Umanita’.

A quanto pare, dunque, si starebbe verificando un problema nel problema: a San Leucio vi sono esalazioni nocive.

Da cosa provengono : dalla fabbrica di Bartolomeo Letizia ,  che nega le accuse,da roghi tossici o da una discarica che potrebbe essere stata allocata nei pressi dei Monti Tifatini?

Per avere un quadro di quanto sta accadendo abbiamo incontrato Pasquale Napoletano, gia’ Assessore al Bilancio e agli Eventi del Comune di Caserta, che, per primo, oltre sei mesi fa, ha denunciato ai NOE la presenza di esalazioni nauseabonde ed inquinanti nel sito di San Leucio.

” Sono stato coinvolto in questa vicenda dai miei concittadini di San Leucio- ha spiegato Pasquale Napoletano – che mi hanno chiesto di intervenire come semplice cittadino per accertare la natura degli odori nauseabondi che infestano il borgo leuciano dove, peraltro, io stesso abito con la mia famiglia”.

” Pertanto- continua  Pasquale Napoletano – con l’amico Geologo Gregorio Palumbo mi sono recato dai NOE per  segnalare lo stato dei fatti chiedendo di accertare la natura delle esalazioni che possono  dipendere dalla fabbrica ” COnti3″ oppure da roghi tossici oppure ancora, perche’ no, da una discarica allocata nei pressi del Belvedere di cui noi non siamo a conoscenza “.

La segnalazione di Pasquale Napoletano ai NOE portera’ inevitabilmente l’intervento della Procura della Repubblica nei confronti degli autori di questo scempio ambientale.

” Rimaniamo in attesa di risposte – conclude Pasquale Napoletano – . Noi non siamo contro nessuno. Chiediamo solo che venga accertata la verita’, qualunque essa sia”.

Il Consigliere Comunale Donato Tenga, dal canto suo, insiste nell’intervento immediato del Sindaco Carlo Marino in qualita’ di responsabile della salute  pubblica.

” In questa battaglia di civilta’  per la tutela di San Leucio e per la salute dei cittadini-  afferma Donato Tenga –  tutti noi residenti dell’area tifatina ci stiamo mettendo la faccia ma sembra che quotidianamente andiamo a scontrarci contro un muro di gomma”.

Secondo indiscrezioni, Bartolomeo Letizia starebbe bussando a destra e a manca pur di non fare chiudere la sua azienda dove, pero’ , i lavoratori subiscono quanto meno le conseguenze negative di impianti non a norma di legge come accertato dall’Arpac e dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale .

Ci chiediamo : si trovera’ una  risposta a questo problema ? Si capira’ davvero da cosa sono provocati gli odori nauseabondi che infestano San Leucio ?

Per il momento non si puo’ dire altro : nonostante Donato Tenga e Pasquale Napoletano permane lo scempio ambientale nel  sito Unesco di Caserta.