REGIONE CAMPANIA. On. ALFONSO PISCITELLI : PROPOSTA DI LEGGE PER LA COSTITUZIONE DELLA CONSULTA DI GARANZIA

Anche in Campania, ai nastri di partenza la proposta di legge – sottoscritta dal Presidente del Consiglio regionale on. Rosa D’Amelio e dal Presidente della Prima commissione affari istituzionali, on. Alfonso Piscitelli – relativa alla costituzione della Consulta di garanzia. In questo modo si da attuazione dell’articolo 57 dello Statuto regionale colmando una lacuna nel relativo tessuto normativo.

Onorevole Piscitelli, come mai questo ritardo ?

Voglio evitare polemiche ma non posso non sottolineare che a differenza di moltissime Regioni le quali – a seguito dell’adozione di nuovi Statuti regionali, successivi alla Riforma del Titolo V della Costituzione del 1999 e del 2001 – hanno introdotto, nei rispettivi ordinamenti, questo significativo organo di garanzia, la Campania non si era ancora dotata di questo importante ed autonomo organo di consulenza giuridica.

Si sente soddisfatto per la conclusione dell’iter?

“Si. Credo non sfugga a nessuno, il valore ed il significato politico-istituzionale di una proposta di legge che, in caso di approvazione del testo da parte del Consiglio regionale, assegna all’istituendo organismo di garanzia, il compito di assicurare la compatibilità statutaria delle fonti regionali, ovvero la valutazione della conformità dell’attività legislativa regionale allo Statuto.”

Quali sono gli elementi più significativi della legge?

“Innanzitutto, assicurare una razionale ed equilibrata organizzazione dei poteri e disciplinare, in modo ordinato, il dispiegarsi delle prerogative alla nostra “ forma di governo regionale” che ha ottenuto il crisma del riconoscimento costituzionale. Si tratta di prerequisiti essenziali per il perseguimento dell’efficienza e dell’ efficacia dell’azione della Pubblica amministrazione nonché, nel rispetto della gerarchia delle fonti del diritto, una fondamentale garanzia per tutte le componenti della comunità regionale. In particolar modo per le minoranze politiche e per le comunità locali, comunali e provinciali.”

Dottrina e giurisprudenza della Corte costituzionale sono intervenute, sul piano teorico e sul piano fattuale, per legittimare tale organo e chiarirne, nel contempo, natura, competenze e funzioni.

“La sentenza numero 12 del 2006 della Corte costituzionale ha stabilito che l’Organo regionale non potrà mai invadere le attribuzioni del Giudice delle leggi e degli organi giudiziari. Pertanto le pronunce della Consulta avranno solo carattere preventivo ed essere, per questo, esercitate esclusivamente nel corso dei procedimenti di formazione degli atti. Anche perché ogni valutazione sulla legittimità degli atti, legislativi o amministrativi, successiva alla loro promulgazione o emanazione è estranea alla sfera delle competenze regionali.”

Pertanto?

“Non si tratta, quindi, di duplicare inutilmente, a livello regionale, la Corte costituzionale, bensì dotarsi di un organo di alta consulenza giuridica al quale affidare, unitamente alle tematiche relative ai referendum regionali, il compito di dissipare i dubbi e le controversie, tante volte emerse nel corso dei lavori del Consiglio regionale, sull’ interpretazione dei precetti statutari e delle leggi regionali relative ai rapporti tra la regione e gli altri Enti.

Ritiene di essere ad una svolta?

“Credo di poter dire che siamo dinanzi, nel rispetto delle valutazioni che ognuno legittimamente farà, ad una e vera innovazione normativa, destinata, nel tempo, a modificare stili, comportamenti e modi d’essere degli organi istituzionali della regione e dello stesso apparato burocratico-amministrativo regionale, a partire dall’area della dirigenza.”