Sandro Ruotolo al G. Galilei di Arienzo per parlare d’illegalità

Ieri l’IC. “G. Galilei” di Arienzo, ha inaugurato i suoi percorsi sulla legalitá incontrando il giornalista Sandro Ruotolo e Marzia Caccioppoli dell’associazione “Noi genitori di tutti”, testimoni d’eccezione di “illegalitá e ambiente in terra di lavoro”, il primo di un ciclo di convegni sulla tematica dello sversamento vergognoso e inarrestabile di rifiuti tossici nel nostro territorio.

L’incontro é stato organizzato dalla proloco di Arienzo, in collaborazione con “Libera” della Val di Suessola e con il comitato “don Peppe Diana”. Gruppi di studenti delle classi terze sono intervenuti ponendo interessanti domande a Sandro Ruotolo, che vive sotto scorta da quando ha ricevuto minacce di morte a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania.

Il dottor Ruotolo risponde con la chiarezza e l’ efficacia che lo contraddistingue, evidenziando agli studenti quanto sia importante la libertá di espressione e di informazione per vivere in democrazia, quanto sia indispensabile rompere il muro dell’omertá e dell’individualismo esasperato per fare spazio alla cultura dell’onestá e di cittadinanza; ha inoltre spiegato agli allievi del Galilei il ruolo fondamentale della cittadinanza attiva per il cambiamento, “ per cambiare il sistema politico ed economico che ha avvelenato le nostre terre, non dobbiamo aspettarci nulla dall’alto – incalza il giornalista dalla voce pacata ma tanto incisiva – il cambiamento può avvenire soltanto dal basso, dalla gente che ama la propria terra, che non sia strumentalizzata dal potere e dal denaro, dalla gente che decide di non essere spettatrice inerme e connivente del sistema che lo inghiotte senza scrupoli, di gente che faccia la propria parte e affermi il proprio diritto alla vita.

La legalitá passa innanzitutto dalla scuola che ha una grande responsabilitá nella formazione delle coscienze, nell’educazione alla responsabilitá e all’onestá delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi che si apprestano a diventare membri attivi della comunitá in cui vivono prima di tutto”.

L’intervento del giornalista viene preceduto da quello vibrante e commovente di Marzia Caccioppoli, madre coraggiosa di un bimbo di nove anni per sempre, amante della batteria. Antonio, “che ha nove anni per sempre poiché è morto a causa del cancro, a causa dei veleni disciolti nelle nostre terre e che dall’alto continuano a negare”.Marzia è una madre che ha deciso di non disperarsi, ma di dare voce al territorio martoriato, che ha deciso di lottare per il cambiamento. Studenti e docenti salutano e ringraziano con grande affetto gli ospiti, donando loro una poesia in dialetto composta da un gruppo di tre studentesse della ex terza d, in occasione di un concorso letterario sulla tutela dell’ambiente, dal titolo “ A natura vo’ u’ rispetto”.