“Voglio esprimere la mia solidarietà ai medici e agli infermieri aggrediti all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dai parenti di un paziente deceduto. Si tratta dell’ennesimo episodio che si registra negli ospedali della Campania che troppo spesso vengono vandalizzati o diventano luogo di scontri fisici tra operatori sanitari e parenti dei ricoverati.
Così non si può andare avanti perché in questo clima diventa sempre più difficile per il personale lavorare in serenità in un settore delicatissimo quale quello del pronto soccorso. Bisogna rendere obbligatoria per chiunque l’identificazione agli ingressi degli ospedali per limitare questi episodi e per consentire alle forze dell’ordine di poter immediatamente risalire agli aggressori”. Lo ha dichiarato il capogruppo di Campania Libera-PSI-Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione Sanità.
Questi i fatti accaduti oggi 24 settembre 2017.
I parenti di un anziano paziente cardiopatico morto nel Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie”, di Pozzuoli , hanno scatenato nel pomeriggio una violenta rissa, dopo aver appreso la notizia del decesso e danneggiato suppellettili e materiale sanitario. Un gruppo di persone ha schiaffeggiato ed malmenato un infermiere, aggredito con calci e pugni una guardia giurata, che tentava di riportarli alla calma e colpito al volto un Carabinieri della pattuglia intervenuta per rimettere ordine. I tre aggrediti sono sati costretti a ricorrere alle cure dei medici.
Piu’grave la guardia giurata, che ne avra’ per almeno 20 giorni, avendo riportato un trauma alla mascella. I parenti del deceduto hanno messo a soqquadro una delle unita’ di intervento, distruggendo materiale sanitario e riversando a terra le suppellettili. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie di Carabinieri che hanno consentito la ripresa dell’ attivita’ del pronto soccorso ed avviato le indagini per identificare i violenti. I sindacati del personale sanitario hanno denunciato in un comunicato “l’ennesima aggressione a carico dei dipendenti ospedalieri” che operano – affermano i sindacati – in “situazioni di assoluta precarieta’”.