Sant’Angelo in Formis: riapre l’Arco di Diana

È passato quasi un anno dal momento in cui fu chiuso e puntellato l’Arco di Diana di accesso alla monumentale Basilica di Sant’Angelo in Formis, per cui giunge graditissima la notizia dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Capua Luigi Di Monaco alla sua riapertura. Si tratta di un’importantissima notizia, in quanto la fruizione di uno dei gioielli dell’architettura e dell’arte medioevale sarà di nuovo accessibile a tutti, tanto ai fedeli quanto ai ricercatori e turisti, che sempre più accorrono colà per bearsi di un qualcosa di unico. C’è da registrare al riguardo anche la presa di posizione dell’associazione Apollon, la quale evidenzia lo sforzo della stessa e di altri cittadini santangiolesi di svolgere un ruolo di cittadinanza attiva al fine di procedere con speditezza al restauro dell’Arco di Diana.

 

La Basilica di Sant’Angelo in Formis fu edificata nel 1072 sui resti dell’antico tempio di Diana Tifatina facendo riferimento al cosiddetto modello desideriano, vale a dire il modello di architettura elaborato dall’abate Desiderio da Montecassino, poi diventato papa col nome di Vittore III. Tale modello prevedeva tre navate divise da due file di colonne, tre absidi ed un atrio esterno a forma di porticato con quattro colonne, che prende il nome di nartèce. Allo stesso modello si rifà la chiesa dell’Abbazia di San Pietro ad Montes di Piedimonte di Casolla, sorta sui resti del tempio di Giove Tifatino. Allo stesso modello si rifanno le chiese di Casertavecchia, di Santa Maria ad Forum Claudii di Carinola, di Sessa Aurunca ed altri luoghi. Va sottolineato che la chiesa di Sant’Angelo in Formis è posta nella parte occidentale dei Colli Tifatini e quella di San Pietro ad Montes sulla parte orientale, così come riportato, quando erano rispettivamente tempio di Diana Tifatina e tempio di Giove Tifatino, sulla Tabula Peutingeriana, sorta di carta geografica dei primi secoli dell’Impero Romano.

 

L’attenzione degli studiosi è sempre massima sulla chiesa di Sant’Angelo in Formis, tant’è che sia a novembre dello scorso anno che ad aprile di quest’anno essa ha fatto parte del ciclo di incontri religioso-culturali “Le Domeniche dell’Arte”, ciclo organizzato da don Valentino Picazio, direttore del CAB (Centro Apostolato Biblico), ed in cui a fare da guida è stato l’attuale parroco della Basilica desideriana don Franco Duonnolo, autore di diversi libri sulla stessa.

 

Tutti hanno accolto con piacere la notizia della riapertura, perché in tal modo la fruizione dell’antichissima chiesa può consentire di riprendere il percorso della conoscenza, della tutela e della valorizzazione.