DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
S.Maria C.V. – i reclusi all’interno della casa circondariale di S. Maria Capua Vetere rifiutano di mangiare, a causa dei black out elettrici e della carenza di acqua, nonostante dalla Regione Campania siano arrivati due milioni di euro.
Tutto fermo, i detenuti denunciano una situazione di stallo con una negazione dei diritti fondamentali della persona sanciti in costituzione e nella normativa europea, parole di Domenico De Bendictis, un’agente di polizia penitenziaria che firmato un comunicato del sindacato UILPA, Unione italiana lavoratori della pubblica amministrazione, incalza provocando l’agente, affermando che è una tortura lasciare un essere umano senz’acqua c’è il rischio anche di infiltrazioni criminali che cavalcando l’onda dell’agitazione cercano di fare i loro interessi, dichiara De Benedictis.
L’ondata di migranti che purtroppo non trovando lavoro finiscono spesso nella rete della delinquenza non fa altro che ingigantire la problematica, più delitti, più arresti e sovraffollamento naturale nelle carceri, a fronte di una cronica carenza di personale.
Le proteste del sindacato vanno avanti con la speranza di ottenere risultati ovviamente, per Ciro Auricchio, responsabile della Uspp “ciò che accade all’interno del carcere di S. Maria C.V. è l’ennesima dimostrazione del disinteresse delle istituzioni”, parole tanto chiare quanto dure.