Nel contesto di un’inchiesta che ha scosso profondamente l’ambiente criminale di Milano, il tribunale di Napoli ha emesso sentenze per un totale di 170 anni di carcere a carico di 19 imputati, coinvolti nello spaccio di droga orchestrato dal clan Belforte. Il giudice per l’udienza preliminare, Giovanni Vinciguerra, ha deliberato le condanne nell’ambito di un processo celebrato con rito abbreviato, confermando così l’impegno delle autorità nella lotta contro la criminalità organizzata.
Le pene inflitte variano tra i 15 anni di reclusione per Giovanni Buonanno e i 2 anni e 8 mesi per Giulio Angelino, passando per condanne intermedie come i 14 anni per Giuseppe Giacomo Salzillo e gli 8 anni per Francesco Edattico. Tra gli altri condannati, Giacomo Colella, Pasquale Merola e Giampaolo Barbiero hanno ricevuto 7 anni e 4 mesi ciascuno, mentre Giovanni Porzio, nominato due volte, ha ricevuto 7 anni di reclusione. Le altre condanne includono 6 anni e 8 mesi per Edoardo Rocchi, 6 anni per Raffaele Sellitto, 5 anni per Antimo Zarrillo, 4 anni e 8 mesi per Yudi Patricia Cubilla, 4 anni e 6 mesi per Carmine Farro, 4 anni e 4 mesi per Caterina Iuliano e Antimo Bucci, 4 anni per Cristian Michele Barbieri.
Il sostituto procuratore Luigi Landolfi, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, aveva inizialmente richiesto un totale di 284 anni di reclusione per gli imputati, accusati di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti con ramificazioni a Milano. Le accuse non si limitavano al traffico di droga, ma includevano anche estorsioni, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico. Tra i crimini specifici, è emerso il tentativo di organizzare un falso matrimonio tra un cittadino italiano e una cittadina straniera per ottenere il permesso di soggiorno e, successivamente, la cittadinanza italiana.
Un ulteriore capo d’accusa riguardava Giovanni Buonanno, che avrebbe minacciato il collaboratore di giustizia Claudio Buttone, cercando di costringerlo a rendere false dichiarazioni nel corso del processo relativo all’omicidio di Andrea Biancur. Buonanno avrebbe sfruttato la sua influenza criminale e l’atteggiamento omertoso tipico del clan Belforte per intimidire Buttone.
Il collegio difensivo ha visto la partecipazione di numerosi avvocati, tra cui Andrea Piccolo, Nicola Musone, Francesco Liguori, Alessandra Silvestri, Giulia Mancini, Carmen De Meo, Pasquale Acconcia, Francesco Virgone, Alberto Brazzi, Vincenzo Strazzullo, Ettore Traini, Alberto Beltrami, Giuseppe Foglia, Guglielmo Ventrone, Angelo Raucci, Salvatore De Blasio, Carmine Somma, Marco Natale, Gabriele Amodio, Angelica Ruggiero e Alfredo Sorbo.