Spiccioli di spiritualità, Il ruolo delle donne nelle varie religioni

A cura di Michele Pugliese

Per il consueto numero domenicale della rubrica “Spiccioli di spiritualità” diretta dal prof. Pasquale Vitale, il prof. Michele Pugliese ci parla del ruolo delle donne nelle varie religioni

Maria Montserrat Alvarado, donna americana quarantenne, è la prima prefetta laica in assoluto a dirigere, dal prossimo 1° novembre, il Dicastero vaticano per la Comunicazione. Papa Leone XIV l’ha scelta per sostituire il prefetto Polo Ruffini, che andrà in pensione ad ottobre.
Per chi non fosse addentro alle cose del Vaticano diciamo subito che un dicastero è un ente della Curia romana che aiuta il Papa nel governo della Chiesa cattolica. È composto da un Prefetto, che lo presiede, e da vari collaboratori che possono essere cardinali, vescovi, ma anche laici, uomini e donne.
Tanto per intenderci i dicasteri, che grosso modo possono essere assimilati ai ministeri di un governo di uno Stato, sono complessivamente 16 e tra i principali abbiamo il Dicastero per l’Evangelizzazione, che si occupa delle missioni; il Dicastero per la Dottrina della Fede (ex Congregazione del Sant’Uffizio) con il compito di vigilare sulla retta dottrina; il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, incaricato di promuovere e regolare la sacra liturgia e la disciplina dei sacramenti; il Dicastero per il Clero e per i Vescovi, che si occupa della formazione dei presbiteri (sacerdoti), dei diaconi e della scelta dei vescovi da proporre al Pontefice per la nomina; e appunto quello per la Comunicazione (che raggruppa i media vaticani come L’Osservatore Romano, la Radio e la Sala Stampa) e coordina, unifica e gestisce l’intero sistema informativo e multimediale della Santa Sede.
Maria Montserrat Alvarado, detta “Montse” è stata scelta da Papa Leone XIV per guidare appunto questo dicastero e la comunicazione della Santa Sede. Nata a Città del Messico, ha ottenuto la cittadinanza statunitense nel 2008. Considerata dai collaboratori una figura determinata, preparata, prima di questo il suo incarico più importante è stato in EWTN (Eternal Word Television Network), il più grande network radiotelevisivo cattolico del mondo, con sede negli Stai Uniti, dove ha coordinato le attività informative globali del gruppo in sette lingue, gestendo piattaforme digitali, agenzie di stampa, canali televisivi e radiofonici presenti in diversi continenti.
L’unica altra donna a guidare un dicastero vaticano in qualità di Prefetto è l’italiana Suor Simona Brambilla, appartenente alle Suore Missionarie della Consolata. Nominata a gennaio 2025 da Papa Francesco e successivamente confermata dal Leone XIV, è a capo del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, l’organismo che vigila e coordina tutti gli ordini religiosi, i frati e le suore nel mondo. Questa nomina ha segnato un momento storico, rendendola la prima donna in assoluto a ricoprire il ruolo di prefetto nella storia della Curia romana, ma suor Simona è pur sempre una consacrata, mentre nel caso di Maria Montserrat Alvarado si tratta non solo di una donna, ma di una laica, cioè non appartenente né a un ordine religioso, né al clero.
Se nella Chiesa cattolica le donne si fanno strada nei vertici delle istituzioni governative (ma non in quelle clericali riservate per ora ai soli uomini), vediamo qual è il ruolo delle donne nelle religioni. Diciamo innanzitutto che esso varia profondamente a seconda delle epoche, delle culture e delle diverse tradizioni religiose.
Nel Cristianesimo Cattolico e Ortodosso l’ordinazione sacerdotale (il sacerdozio) è riservata esclusivamente agli uomini. Nel Protestantesimo la maggior parte delle Chiese nate dalla Riforma (come i luterani, gli anglicani o i metodisti) ammette le donne alla guida delle comunità in qualità di pastore. Nella Chiesa Anglicana (che ha sempre mantenuto una struttura ecclesiale simile a quella cattolica) le donne godono della piena parità di accesso a tutti i ministeri ordinati, inclusi i tre gradi del sacramento dell’ordine: il diaconato, il sacerdozio e l’episcopato. Il percorso di inclusione ministeriale ha raggiunto il suo culmine storico assoluto nei primi mesi del 2026, quando Sarah Mullally (già infermiera oncologica di alto livello, poi Vescovo di Londra) è stata formalmente insediata come Arcivescovo di Canterbury e Primate della Chiesa d’Inghilterra, diventando la prima donna in assoluto a guidare l’intera Comunione Anglicana mondiale (che conta circa 85 milioni di fedeli).
Nell’Islamismo dal punto di vista teologico, vi è piena uguaglianza spirituale tra uomo e donna davanti a Dio (anche se bisogna distinguere il ruolo della donna a seconda delle tradizioni e dei paesi, perché come sappiamo in molte situazioni questo ruolo è nettamente subalterno a quello degli uomini). Storicamente, molte donne hanno svolto ruoli cruciali come giuriste islamiche, teologhe e custodi della tradizione degli Hadith (i detti del Profeta). Nella tradizione maggioritaria (sia sunnita che sciita), la guida della preghiera rituale pubblica (Imam) davanti a un’assemblea è riservata agli uomini.
L’ebraismo mantiene la distinzione tradizionale dei ruoli legati al genere. Le donne non possono essere ordinate rabbino, ma esercitano un’influenza fondamentale nella vita familiare e nell’educazione religiosa. Anche qui però bisogna distinguere tra le varie scuole, perché Ebraismo cosiddetto Riformato ha adottato la piena parità di genere e dagli anni ’70 del Novecento, le donne possono essere ordinate rabbino e guidare le sinagoghe esattamente come gli uomini, mentre in quello cosiddetto Conservatore ciò non è possibile le donne conservano un ruolo subalterno rispetto agli uomini.
Nel Buddismo esiste la tradizione monastica femminile delle monache, sebbene in alcune aree geografiche (come nel buddismo Theravada del Sud-Est asiatico) l’ordinazione monastica femminile sia stata interrotta o fatichi a essere pienamente riconosciuto dalle autorità.
L’Induismo è una religione estremamente pluralista che venera grandi divinità femminili (le Devi, come Durga, Kali, Saraswati). Le donne possono svolgere il ruolo di guide spirituali e, in diverse tradizioni contemporanee, sia in India che in Occidente, officiare rituali sacri in qualità di sacerdotesse.
A parte i ruoli “dirigenziali” terreni, molte religioni hanno una grande considerazione per le donne, che spesso venerano come dee, e anche la tradizione giudaico-cristiana annovera figure importanti di donne, a cominciare dalla Bibbia, dove esse hanno un ruolo fondamentale. Basti pensare a Maria, madre di Gesù e venerata anche nell’Islam, conosciuta in lingua araba come Maryam, che le riserva una profonda venerazione. Il Corano afferma esplicitamente che Dio l’ha scelta e purificata sopra tutte le donne del creato (Sura III, 42).
Molte donne compaiono nel Nuovo Testamento come discepole di Gesù, tre donne (le tre Marie) erano presenti ai piedi della croce quando Gesù è morto, ed è stata una donna, Maria di Magdala, la prima testimone della sua resurrezione. Senza contare che tutta la storia della Chiesa è ricca di personaggi femminili, sante, mistiche, laiche che hanno portato il loro contributo spirituale e culturale a tutto il popolo cristiano. Speriamo che il loro ruolo cresca sempre di più all’interno del popolo cristiano che ne trarrà certamente grande giovamento.