Super Election Day. Regioni vs Governo: il Parlamento fa slittare il voto sul decreto elezioni

I presidenti di Campania, Puglia, Marche,Liguria e Veneto si oppongono alla dta del 20 settembre e scrivono lettera al Presidente Mattarella

Nella Fase2 del Covid19 , e’ iniziata la campagna elettorale per il rinnovo dei Consigli Regionali che avrebbe dovuto tenersi nel mese di maggio 2020.

Nei giorni scorsi, il Governo ha iniziato a ragionare sull’ipotesi di una nuova data, e  cioe’ il 20 settembre 2020.

Il super election day,  secondo il decreto  elezioni ,   prevede l’accorpamento delle  elezioni regionali, comunali e del  referendum. Nel provvedimento non viene menzionata una data, solo la proroga in autunno: il Governo  sta valutando  l’ ipotesi del 20 settembre, a cui i governatori di Campania, Puglia, Marche, Liguria e Veneto si oppongono drasticamente

 I Presidenti di Campania, Liguria, Marche, Puglia e Veneto che hanno indirizzato una lettera formale al Presidente Mattarella, sul tema del Decreto in Materia di elezioni, in conversione in questi giorni alla Camera dei Deputati.

Nella lettera, dopo aver fatto riferimento alla situazione emergenziale che si è venuta a creare con il coronavirus, viene ricordato il decreto che ha prorogato le legislature regionali di tre mesi, quindi fino al 30 agosto 2020, stabilendo che le elezioni potessero essere fissate nei 60 giorni successivi.

«Di questa decisione – si legge -, assunta in difformità dal parere reso dalle Regioni, non è mai stata resa pubblica la motivazione sanitaria, che giustificasse come dal punto di vista dell’epidemia di Covid-19 vi siano maggiori rischi nel mese di luglio, piuttosto che nei mesi autunnali, quando fin dai primi di giugno sono permesse tutte le attività economiche, culturali e sociali e financo gli spostamenti tra regioni».

«Al contrario – proseguono i governatori -, come anche si evince dal parere reso nei giorni scorsi dal Comitato Tecnico Scientifico, esigenze sanitarie sconsigliano fortemente di ritardare le elezioni versoi mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi».

«Riteniamo – si legge ancora nella lettera -, inoltre, assolutamente inopportuna la fissazione di una data che pregiudichi la riapertura delle scuole, mettendo a rischio i ragazzi nel rientrare in edifici frequentati da milioni di elettori».

In data 27 maggio 2020  si e’ tenuto un incontro tra la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e i governatori delle cinque Regioni  che non ha portato ad alcun  accordo.

La titolare del Viminale ha poi ricordato ai governatori che non viene leso alcun diritto decisionale e che i presidenti delle Regioni potrebbero indire le elezioni già per il 6 settembre: secondo le norme, entro il 18 luglio è possibile infatti presentare il provvedimento ed entro il 7-8 agosto le candidature, facendo partire la campagna elettorale dal 7 agosto.

Al termine della riunione la ministra ha preso atto delle posizioni dei cinque governatori e le riporterà al Presidente del Consiglio per poi cercare di trovare una sintesi.

Il decreto Elezioni, il provvedimento con cui il governo proroga di tre mesi i presidenti attuali delle Regioni e rinvia in autunno le elezioni comunali, indicando una finestra elettorale entro cui chiamare i cittadini alle urne che va dal 15 settembre al 15 dicembre, arrivera’ al vaglio del Parlamento in data 8 giugno- avrebbe dovuto essere votato ieri 28 maggio-.