NAPOLI – Tre anni sono tanti, eppure ieri sera, al Diego Armando Maradona, questo tempo si è chiuso con l’abbraccio più caldo che Napoli sapesse offrire a Tiziano Ferro: tutto esaurito, un pubblico che lo aspettava come un amico che è mancato da troppo, senza averlo per questo mai dimenticato.
Il tour STADI26, inaugurato lo scorso 30 maggio a Lignano Sabbiadoro, ha fatto tappa nella città partenopea con tutta la forza di un ritorno atteso e meritato. Un ritorno che arriva dopo anni non semplici: la diagnosi di un polipo alle corde vocali, vicende personali che hanno segnato l’uomo prima ancora che l’artista, e la necessità, e pure il coraggio, di fermarsi.
La scaletta del cuore
Sul palco ha ripercorso i suoi venticinque anni di carriera emozionando lo stadio con l’umanità che lo contraddistingue. “Sere Nere” ha fermato il respiro di migliaia di persone insieme, eppure il pubblico non ha mai smesso di cantare, commosso sulle note de “La Fine.” Accanto ai classici, spazio ai nuovi singoli, tra cui “Cuore Rotto”, regalando momenti di grande vicinanza con il pubblico napoletano.
Sal Da Vinci sul palco: la sorpresa della serata
Poi, una scelta di grande amore per la città che lo ospitava, Sal Da Vinci è salito sul palco a sorpresa, e i due hanno cantato insieme il brano con cui il cantante partenopeo ha vinto Sanremo. Il Maradona è andato in visibilio: un tassello da fissare nei ricordi di questo live.
L’omaggio a Raffaella Carrà
Toccante, intenso, necessario. Tiziano Ferro ha dedicato un momento della serata a Raffaella Carrà, reinterpretando “A far l’amore comincia tu.” Un omaggio denso di rispetto e affetto per la scomparsa dell’amata artista.
L’umanità che fa la differenza
Tiziano Ferro resta sempre un artista di spessore anche e soprattutto umano. E lo ha confermato quando, nel corso del concerto, si è reso conto che qualcuno tra il pubblico aveva avuto un malore: si è fermato. Ha atteso che i soccorsi gestissero la situazione nel modo migliore, parlando direttamente agli spettatori e dedicando parole di sincero ringraziamento per il lavoro della protezione civile. Un gesto che ha detto più di qualsiasi canzone su chi è quell’uomo, al di là del microfono.
Una proposta di matrimonio su “Imbranato”
Nella curva dello stadio, mentre la musica andava, qualcuno ha scelto quel momento per rendere indimenticabile una scelta importante. Una proposta di matrimonio sulle note di “Imbranato”, il brano che da sempre racconta l’amore impacciato, quello che non trova le parole giuste ma trova il modo di arrivare dritto al cuore. Il pubblico intorno ha festeggiato i due ragazzi con un’ovazione. Una di quelle piccole storie dentro una storia più grande che rendono tutto più vero.
Venticinque anni e lo stesso cuore
Tiziano Ferro ha esordito nel 2001 con “Perdono”. Da allora molto è cambiato, il mondo, lui stesso, i palchi su cui canta attorniato da luci, effetti, ballerini, scenografie. Eppure ieri sera, sotto il cielo di Napoli, era evidente che quella voce porta ancora dentro la stessa vulnerabilità e determinazione che lo ha reso uno degli artisti più amati d’Italia. STADI26 non è solo un tour: è un grande ritorno, la dimostrazione che anche dalle macerie si può rinascere.
Tiziano chiude il concerto indossando la maglietta del Napoli, numero 26 e il suo nome stampato. Impossibile non amarlo.