Il Centro sinistra-Campo largo riparta “anche” da Zaia, verrebbe da dire e intanto piove sul bagnato in casa centrodestra poiché la notizia dell’approvazione della legge sul fine vita in Veneto va ad aggiungersi al momento poco sereno che si sta vivendo, tra le insidie dei vannacciani di ispirazione ed aspirazioni sansepolcriste, il calo di FdI nei sondaggi politici e gli stracci puzzolenti che volano in casa Lega. Forza Italia invece continua a restare ostaggio della famiglia Berlusconi e delle “uscite” poco felici di Tajani.

Nel frattempo però il Veneto si aggiunge a Emilia Romagna, Sardegna e Toscana nell’approvazione della legge sul fine vita: dopo una seduta consiliare lunga dieci ore circa si è giunti alla approvazione con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti. Il progetto di legge era stato promosso col supporto dell’associazione Luca Coscioni, che aveva raccolto circa 9 mila firme ed era già stato visionato in sede consiliare lo scorso anno ma poi l’iter si era arenato immediatamente. Solo quest’anno, dopo alcune opportune modifiche, è stato riproposto per l’avvio nuovamente dell’iter per la sua approvazione.
Non sono mancate le spaccature all’interno del centrodestra: i consiglieri in quota FdI hanno votato contro, Forza Italia invece ha lasciato libertà di coscienza anche in seguito al nulla osta proveniente da Cologno Monzese, i “leghisti filo salviniani” hanno votato contro e l’unico vannacciano, infine, ha cercato di rimandare il testo in commissione ma senza successo.
Lapidarie le dichiarazioni di Zaia secondo cui si è trattato di una
discussione profonda e complessa […] che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche
ed inoltre ha ribadito ancora una volta
sui temi etici non c’è uno schieramento netto politicamente […], l’unica soluzione è che ci si affidi alla libertà di coscienza e che la politica li consideri una no-fly zone.
Il testo approvato oggi prevede inoltre anche l’implementazione delle cure palliative e il supporto psicologico con la partecipazione di associazioni pro vita.
Adesso si attende una Legge nazionale approvata dal Parlamento che colmi il vuoto di normativa già evidenziato più volte dalla Corte Costituzionale.
