De Luca sceglie di rinnovare il saccheggio della risorsa acqua da parte dei privati

La grande adduzione primaria è il sistema di reti idriche che porta materialmente l’acqua dalle fonti ai nostri rubinetti, passando per le reti di distretto. Essa comprende la grande distribuzione dell’acqua proveniente dalle sorgenti del Garigliano, del Biferno, di Cassano Irpino e della diga di Campolattaro e serve 4 milioni di cittadini campani. A novembre 2023 scade la concessione ad Acqua Campania Spa, la società, nelle mani della multinazionale francese Veolia e della italiana Viviani Lavoro Spa del gruppo Caltagirone, che gestisce a fini di lucro buona parte della captazione e della distribuzione dell’acqua nella nostra regione. Recentemente una delegazione del Coordinamento Acqua Pubblica della Campania ha incontrato l’assessore all’ambiente e vice presidente regionale Fulvio Bonavitacola. L’incontro è avvenuto in seguito alla petizione lanciata dal Coordinamento (la petizione  può essere ancora firmata su https://chng.it/wJ8ZvQsZqj ) in cui si chiede una gestione  della grande adduzione dell’acqua in Campania attraverso un soggetto totalmente  pubblico. Gli esiti dell’incontro non sono stati favorevoli alle richieste. Si rinnova la privatizzazione invece di liberare dal mercato la risorsa acqua dopo 30 anni in mano ai privati, nel silenzio compiacente di tutti i partiti che siedono in Consiglio Regionale, compreso il M5S (ricordate la prima stella dell’acqua pubblica del movimento?) il cui consigliere Gennaro Saiello esprime inquietudine sulla scomparsa del comma della partecipazione popolare determinata da una modifica approvata della legge n.15/2015 ma resta  senza parole di fronte ad una scelta così esiziale per un futuro di gestione pubblica di qualità della grande adduzione. Scrive il Coordinamento : “L’amministrazione De Luca con la delibera di giunta n. 312 del 31/05/2023 ha previsto di creare una società mista pubblico/privata affidando al mercato il bene più prezioso che abbiamo. La distribuzione verrà di fatto gestita dalle multi – utilities quotate in borsa e l’acqua da bene comune diverrà una merce da cui trarre lauti profitti. La scelta dell’amministrazione De Luca è completamente sottomessa alle decisioni del Governo Meloni che, in continuità con il precedente Governo Draghi, punta alla privatizzazione dell’acqua del sud Italia attraverso una costituenda “Acque Sud Spa”. Il Coordinamento Acqua Pubblica della Campania è totalmente contrario alla scelta di privatizzazione dell’acqua, sia da parte di De Luca che della Meloni, poiché disattende completamente la scelta operata da 26 milioni di Italiani nel referendum del 2011.(….) Alla nostra richiesta per la convocazione di un tavolo tecnico, con rappresentanti del Comitato, esperti giuristi e costituzionalisti, ci è stato risposto che la scelta mista pubblico privato non sarà modificata. Noi siamo nettamente contrari ad una scelta che apre le porte agli speculatori del Nord che mirano a fare profitto su una risorsa vitale come l’acqua. Una scelta che ricadrà anche sulle generazioni future ed in modo particolare sulle persone più fragili. Occorre una mobilitazione corale: forze politiche, organizzazioni sociali, comitati di  cittadini, sindacati, rappresentanti istituzionali, comuni e città metropolitana, perché è in gioco il futuro dei cittadini Campani “.