Accade a Monza. Si finge medico e abusa di ragazze minorenni

Un finto medico in grado di catturare l’attenzione di ragazze minorenne prospettando un fantomatico trattamento anticoncezionale noto come Neutro, un uomo capace di attrarre la loro fiducia con identità virtuali tanto da costringere tre di loro – questo il numero accertato delle vittime – a subire diversi abusi. Viene descritto così il 50enne arrestato dai poliziotti del Commissariato Monza al termine di un’attività investigativa iniziata lo scorso novembre, dopo la denuncia di un padre. La figlia era stata prima circuita attraverso una piattaforma di messaggistica istantanea, poi abusata in un appartamento nella disponibilità del falso ginecologo.

Le indagini hanno permesso di scovare decine di falsi profili, alter ego per indurre le possibili prede a credere di chattare con coetanee, sfruttando così fragilità e debolezze fino ad arrivare a minacce e richieste di denaro. La leva privilegiata erano i sensi di colpa indotti nella vittima. La seconda minorenne, ad esempio spiegano gli investigatori, è stata costretta a subire gli atti sessuali “sotto la minaccia di gravi danni, di natura fisica, economica e morale“, come la richiesta di 365 euro se si fosse opposta al rapporto o la minaccia di raccontare tutto alla famiglia se non avesse pagato. Il 50enne ha trascinato la terza giovane in una relazione sentimentale che è poi diventata una trappola.

Le vittime, come delineato nella relazione clinica della psicologa che ha affiancato gli agenti del Commissariato Monza in sede di audizione delle minori, “hanno subito atti sessuali altamente lesivi, in quanto prive degli strumenti per riconoscerli“. Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, hanno consentito di raccogliere “significativi elementi di prova” tanto da far ritenere al gip che il carcere fosse l’unica misura idonea ad evitare “il concreto rischio di inquinamento probatorio sia in ordine alla manipolazione del materiale informatico in suo possesso, sia al possibile condizionamento di altre parti offese, e di quelle eventualmente coinvolte“.