Accusato di aver picchiato la compagna, assolto perché il fatto non sussiste

È stato assolto con formula piena

È stato assolto con formula piena il sessantenne accusato di aver abusato e maltrattato la compagna di sette anni più giovane F.L. Lo ha deciso il giudice del dibattimento, dott.ssa Francesca Auriemma, all’esito del giudizio di primo grado, dopo una lunga istruttoria e grazie alle prove prodotte dalla difesa del C.S. nel corso dell’intero giudizio di primo grado. L’imputato era stato denunciato dalla compagna il 23 marzo scorso con l’accusa di averla maltrattata e sistematicamente picchiata, costringendola a rimanere in casa segregata, sotto la continua minaccia di violenze e senza alcuna possibilità di opporsi.

Il 23 marzo del 2018, a seguito della denuncia presentata dalla persona offesa, il C.S. veniva tratto in arresto e condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Misura poi sostituita con quella degli arresti domiciliari e durata circa sette mesi.

L’uomo, inoltre, veniva accusato anche di continue vessazioni ai danni della vittima, costringendola a mangiare anche i propri avanzi ed abusando di lei anche per i propri bisogni sessuali.

Nonostante le pesanti accuse, la difesa è riuscita a dimostrare, anche grazie all’aiuto delle prove documentali prodotte nel corso del dibattimento ed alla deposizione dei testi di difesa, che quanto dichiarato dalla Fiorillo non trovava alcun fondamento, in considerazione anche dei gravi disturbi psichici da cui è affetta la stessa persona offesa.

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Pierluigi Grassi, quindi concludeva chiedendo l’assoluzione per il proprio assistito ed il giudice, recependo in toto le istanze difensive, assolveva il C.S. perché il fatto non sussiste.