Ballottaggio a San Nicola la Strada

Il 7 e 8 giugno la sfida decisiva. Ma i numeri del primo turno lasciano più di una domanda aperta

San Nicola la Strada non ha ancora il suo sindaco. Il voto del 24 e 25 maggio ha parlato chiaro fino a un certo punto: Maria Natale guida con il 46,86% — 5.477 voti, Eligia Santucci segue con il 33,22% — 3.883 voti, Antonia Mazzarella si ferma al 19,92% — 2.328 voti e resta fuori dal ballottaggio. Domenica 7 e lunedì 8 giugno si torna alle urne, e stavolta non ci sono vie di mezzo.

Natale parte avanti, ma non di una distanza che autorizza a considerare la partita chiusa. Tra lei e Santucci ci sono poco meno di 1.600 voti — un margine importante ma in un ballottaggio tutto può muoversi. E i voti di Mazzarella, 2.328 preferenze che cercheranno una casa, potrebbero ridisegnare completamente il quadro.


Il calo di affluenza più che come dato statistico appare come un dato politico. Si è recato alle urne il 65,55% degli aventi diritto, contro il 71,29% della tornata precedente. Quasi sei punti percentuali evaporati, in una città dove la campagna elettorale è stata tutt’altro che silenziosa. Una fetta di sannicolesi ha guardato l’offerta politica e ha deciso di restare a casa, un segnale che le forze in campo faranno bene a non ignorare in vista del secondo turno.


Il campo largo di Natale: tanti nomi, qualche protagonista

La coalizione che sostiene Maria Natale è la più articolata: PD, Democratici, M5S, Oltre, Impegno Civico, Movimento Civico x San Nicola, Avanti. Sette liste che hanno portato in dote numeri individuali di tutto rispetto.

Su tutti svetta Alessia Tiscione (PD) con 584 preferenze — il singolo candidato al consiglio più votato dell’intera tornata, su qualsiasi lista. Assessore uscente, presenza consolidata sul territorio: i suoi voti sono l’espressione di un consenso costruito nel tempo.

Stanislao Tranquillo (Impegno Civico) chiude a 378, Giovanni Ferrante — “Blu Sceriffo”, vigile urbano della città, volto familiare per chiunque abiti a San Nicola — porta a casa 413 preferenze con la lista Oltre. Numeri che vengono da lontano, da una riconoscibilità quotidiana che i comizi non costruiscono.

Gabriella D’Ambrosio (Impegno Civico, 281 voti), pediatra in città, aveva valutato una candidatura diretta prima di scegliere di sostenere Natale con la propria lista. I suoi voti riflettono questa storia.

Fa il suo esordio a San Nicola anche la lista Avanti, emanazione locale del progetto che a livello regionale fa riferimento a Roberto Fico. Prima uscita, numeri da rodaggio — Giovanni Diana 130 voti — ma una presenza che introduce una variabile nuova nel perimetro del centrosinistra cittadino.


Santucci e il motore di Strada Nuova

Lo schieramento di Eligia Santucci — Forza San Nicola, Movimento Strada Nuova, Uniti per San Nicola — trova il suo centro di gravità nel Movimento Strada Nuova, che esprime i candidati più votati della coalizione: Megaro Antonio 354, Cicala Teresa 348, Terracciano Antonio 326. Una lista compatta, con voti distribuiti in modo omogeneo, senza picchi isolati — il segno di un radicamento diffuso più che di singole personalità trascinanti.

Con 3.883 voti Santucci arriva al ballottaggio da inseguitrice, ma non è una posizione scomoda quanto sembra, la Santucci sa esattamente quanto deve recuperare e dove può farlo.


Mazzarella: il coraggio non è bastato

Antonia Mazzarella si era presentata come la candidata della discontinuità, sostenuta da sole due liste — Per il Bene Comune e AVS — con un progetto che puntava tutto sul cambiamento rispetto agli equilibri consolidati. L’entusiasmo c’era, la proposta anche. Ma contro chi da anni occupa lo spazio politico locale e conosce ogni strada del consenso, 2.328 voti non sono bastati per andare oltre.

Curioso — e significativo — il caso di Nicola Battaglia: 377 preferenze nella sua lista, un risultato da cui sono molto lontani diversi candidati al consiglio di coalizioni ben più attrezzate. Eppure quei voti non si sono trasformati in spinta sufficiente per la candidata sindaco.


La partita vera inizia adesso

Con Mazzarella fuori, i suoi 2.328 voti diventano la variabile più discussa delle prossime due settimane. Un elettorato che ha scelto esplicitamente la discontinuità non ha un approdo naturale né verso Natale — espressione di un campo che include pezzi dell’amministrazione uscente — né verso Santucci. Dove andranno, se andranno, lo dirà il ballottaggio.

Nel frattempo, convincere chi il 24 maggio ha preferito restare a casa potrebbe valere quanto qualsiasi accordo tra liste.