Adrian. La Napoli del 2068 è una megalopoli di grattacieli e controllata dalla mafia

Borrelli e Simioli: “Provocazione spiacevole e stereotipata, ora sta a noi rimboccarci le maniche per smentire Celentano”

“Celentano ha fatto ricorso ad una provocazione molto forte nella descrizione della Napoli del futuro, una narrazione stereotipata tutt’altro che piacevole, ora è compito dei napoletani rimboccarsi le maniche per smentirlo”. Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli commentano così la Napoli del 2068 rappresentata nella prima puntata di “Adrian”. La città è descritta come una cupa megalopoli, piena di grattacieli e dominata dal palazzo della “Mafia International”.

“L’immagine è molto forte e probabilmente è stata creata appositamente per risultare disturbante ma, forse, si è scaduti nell’eccesso. Celentano è andato giù pesante ma, guardando quelle immagini, il primo stimolo deve essere la profusione del massimo impegno per costruire un futuro diverso. Smentire ‘Adrian’ con i fatti, prima che con le parole. Le iperboli su Napoli contenute nella distopia del racconto riguardano temi di attualità come criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose nei tessuti imprenditoriali, abusivismo edilizio, inquinamento. Si tratta di problemi che ci riguardano ogni giorno, sui quali in tanti si arrogano il diritto di speculare. Costruire una narrativa diversa è possibile ma occorre uno sforzo comune. Così, nel 2068, i nostri figli potranno rispondere alle immagini di ‘Adrian’ con una fragorosa risata”, concludono Borrelli e Simioli.