Maddaloni ha bisogno di una nuova stagione democratica, capace di restituire alla città ciò che negli anni è stato progressivamente sottratto: la possibilità di contare, di partecipare, di essere ascoltata. Le politiche di destra, il trasformismo e il civismo di facciata hanno indebolito la partecipazione, ridotto la trasparenza e lasciato irrisolti problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. È tempo di costruire un fronte ampio, aperto e inclusivo che rimetta al centro i diritti, la qualità della vita e la responsabilità collettiva verso il futuro della città.
Questo fronte può nascere solo assumendo la convinzione che Maddaloni debba tornare a decidere il proprio destino. La città non può più subire scelte urbanistiche imposte dall’alto, presentate come inevitabili o tecniche, senza un confronto reale con chi vive i quartieri, le strade, gli spazi pubblici. Una città che non partecipa è una città che subisce; una città che partecipa è una città che si riappropria del proprio futuro. Per questo è necessario che ogni trasformazione urbana sia discussa apertamente, che i cittadini possano conoscere gli atti, comprenderli, valutarli e intervenire prima che diventino irreversibili.
Il disagio reale che Maddaloni vive non può essere ignorato. La crisi abitativa colpisce famiglie, giovani, anziani, persone fragili che non trovano soluzioni dignitose e sostenibili. È indispensabile che la città si doti di politiche abitative capaci di garantire accesso alla casa come diritto e non come privilegio. Una comunità che non tutela il diritto all’abitare è una comunità che lascia indietro i più deboli.
La salute pubblica deve essere garantita attraverso presidi territoriali pubblici, funzionanti e accessibili. Maddaloni non può accettare che la cura diventi un percorso ad ostacoli, che la prevenzione sia insufficiente, che le fragilità siano affrontate in solitudine. La salute è un diritto fondamentale e deve essere trattata come tale: una città che non tutela la salute dei suoi cittadini rinuncia alla propria dignità democratica.
La democrazia si regge sulla partecipazione e sulla trasparenza. Non sono parole da inserire nei programmi, ma pratiche quotidiane che devono guidare ogni scelta amministrativa. Una città che conosce, discute e comprende le decisioni è una città che può costruire fiducia e responsabilità. Maddaloni ha bisogno di processi decisionali chiari, accessibili, comprensibili, che permettano ai cittadini di essere parte attiva e non spettatori passivi.
Le pari opportunità devono essere reali, non proclamate, nessun fattore economico e sociale o di appartenenza deve poter condizionare l’accesso ai diritti e alle opportunità. Una città democratica è una città che riduce le disuguaglianze, che sostiene chi vive fragilità, precarietà o solitudine sociale, che garantisce a tutti le stesse possibilità di crescere, studiare, lavorare, curarsi e partecipare.
Per questo lanciamo un appello alla città: è il momento di unirsi, di costruire insieme un fronte democratico capace di battere la destra e di restituire a Maddaloni una prospettiva di sviluppo, giustizia e partecipazione. Un fronte che non nasce per somma di identità, ma per convergenza di esperienze, energie e comunità. Un fronte che nasce dal disagio reale e che vuole trasformarlo in riscatto collettivo.
Comitato del Nucleo promotore “Maddalonibenecomune”