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ARCHIVIO DI STATO DI CASERTA. EMERGENZA CULTURA : NELL’EX CASERMA POLLIO LE MIRE DEI PRIVATI PER ATTIVITA’ COMMERCIALI. . IL MIBACT PARALIZZATO. NEGLI ANNI FIUMI DI PAROLE E DI DENARO PUBBLICO SPERPERATO

di GIOVANNA PAOLINO

Caserta. Nei giorni scorsi – 9 novembre 2017 –  il sopralluogo al cantiere sito nell’Esedra Vanvitelliana della Reggia di Caserta – Caserma Pollio  organizzato dall’Agenzia del Demanio  al quale hanno preso parte  Roberto Reggi , Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio ,  Roberto Daniele , Provveditore Regionale alle Opere Pubbliche , Gennaro Leva , Direttore dei Lavori Mibact e Carlo Marino , Sindaco della citta’ di Caserta.

Una visita guidata, lo ripetiamo, in uno dei luoghi piu’ suggestivi della storia del nostro territorio, ma anche piu’ degradati. Nel 2019 la sede dell’Archivio di Stato di Caserta dovrebbe essere trasferita nella suggestiva sede dell’Esedra Vanvitelliana della Reggia di Caserta -ex Caserma Pollio.

Al momento , tuttavia, l’Emiciclo Vanvitelliano permane in uno stato di degrado che potremmo definire oltraggioso , termine, che ce lo si consenta , supera anche il limite della vergogna.

“Con il recupero di questo edificio il patrimonio documentale e gli uffici dell’Archivio di Stato saranno concentrati tra l’ex struttura militare e alcuni spazi all’interno di Palazzo Reale creando un sistema cultura facilmente accessibile per studenti e ricercatori. In questo modo la Reggia di Caserta e i complessi limitrofi potranno essere utilizzati per quella che è la loro vocazione naturale: luoghi di memoria, studio formazione e cultura” ha sottolineato Reggi. Nell’ex Caserma Pollio oltre agli archivi  dovrebbero essere  realizzati uffici anche aperti al pubblico, sale studio e una sala bouvette.

Fin qui tutto bene , se non fosse che la questione al momento si presenta ancora alquanto nebulosa e incerta  anche perche’ , secondo insistenti indiscrezioni,  i ritardi dei lavori sarebbero  determinati da interessi privati intenzionati ad allocare nella suggestiva ex Caserma Pollio attivita’ commerciali aventi prevalentemente ad oggetto servizi alla persona.

Il tutto , ovviamente, in dispregio alla legge  29 luglio 2014 n. 106 Progetto Soragni di DI RIASSEGNAZIONE E DI RESTITUZIONE   DEGLI SPAZI DEL COMPLESSO DELLA REGGIA   ALLA   LORO ESCLUSIVA DESTINAZIONE CULTURALE,   EDUCATIVA E MUSEALE.

Addirittura, secondo molti autorevoli esponenti della cultura casertana quella dei giorni scorsi presso l’Esedra vanvitellina sarebbe stata semplicemente una messa in scena.

Negli ultimi 2 anni circa, ha preso vita la mobilitazione di cittadini e associazioni per difendere e ridare dignità alla Storia della provincia di Caserta, e per far si che l’Archivio di Stato trovasse giusta e dignitosa collocazione. Si sono quindi riunite nel Comitato Pro Archivio di Stato, che ha promosso incontri, petizioni, raccolta di adesioni all’appello, ed ha inviato lettere sia al Ministro Franceschini che al Presidente del Consiglio.

Ma procediamo con ordine.

L’Archivio di Stato avrebbe dovuto essere trasferito all’interno dell’Esedra vanvitelliano gia’ da due anni  .

Dal 2016 , inoltre, sono stati stanziati 2,6 milioni di euro per i lavori che a tutt’oggi sembrano non essere mai stati svolti.

Anzi , le attuali condizioni del sito Unesco lasciano ampiamente supporre che per una  quanto meno dignitosa riqualificazione dello stesso servano almeno 30/40 anni.

Attualmente , gli uffici dell’Archivio di Stato di Caserta sono  allocati  , a partire dal mese di aprile 2017, nella Reggia di Caserta  e, per la precisione,   negli spazi  prima adibiti all’ex Rettorato SUN . Il trasferimento da via dei Bersaglieri e’ avvenuto nell’aprile 2017  ma , ad oggi, gli uffici non sono dotati nemmeno della connessione Internet e nel trasloco sono state trasferite solo un po’ di carte.  Tutto il resto sarebbe ancora in via dei Bersaglieri , sede privata che costa allo Stato  150mila euro all’anno .

All’indomani del sopralluogo e’ scesa in campo la Senatrice Vilma Moronese Movimento 5 Stelle .

” Quello inscenato  nel recente soprraluogo all’Esedra vanvitelliano – ex Caserma Pollio – ha  dichiarato Vilma Moronese –  è stato l’ennesimo teatrino che insieme ai classici comunicati stampa di copertura per le azioni inesistenti, rispecchiano appieno l’atteggiamento del Ministero competente verso il nostro territorio”.

“Atteggiamento di assoluto menefreghismo – continua –  dove si continua con la volontà di non voler rispettare una legge (articolo 3, comma 1, del DL 31/05/2014 ) che servirebbe invece a risolvere il problema dell’Archivio di Stato. L’unica cosa che si fa, è quella di gettare il classico fumo negli occhi ai cittadini casertani”.

“Non ho ulteriori parole da aggiungere- ha concluso la Moronese –  se non la certezza che la mia azione come parlamentare casertana del M5S non si fermerà di certo, e spero anche che la Corte dei Conti e l’ANAC diano seguito ai miei esposti del 24 aprile 2017 proprio relativi ai lavori della ex Caserma Pollio. Considerato che noi non abbiamo la memoria corta, ricordo a tutti che per questi lavori sono già sfumati ulteriori 12.000.000 di euro dal 1995 ad oggi senza che sia stato fatto nulla”.

Una tela di Penelope, dunque, che per ragioni varie, non riesce a trovare una conclusione ed un epilogo adeguato alla riqualificazione del territorio e ad una giusta valorizzazione della sua storia e della sua cultura.

Si pensi che che nel lontano 2006 – ancora prima del Piano Soragni datato 2014 –  l’ex Soprintendente Canestrini , a proposito dell’Emiciclo vanvitelliano scriveva : ” In questo momento si stanno eseguendo nella ex Caserma Pollio i lavori di consolidamento del primo lotto. I lavori ammontano a quasi settanta miliardi dell vecchie lire  e quindi si dovranno cercare do ottenere nuovi fondi per cercare di ottenere il recupero dell’immobile . Tutti i lavori tendono a recuperare l’intera struttura dell’edificio per poi adibirlo a sede dell’archivio ed alle differenti attivita’ di deposito ( piano seminterrato )  e di consultazione, conferenze e mostre ( piano primo piu’ accessibile alla citta’ )  ed uffici e depositi ( secondo e terzo piano).

Da allora niente e ‘ cambiato.

Anzi sembra che le parole di Canestrini paradossalmente  si riferiscano all’attuale   condizione dell’Esedra ex Caserma Pollio ed al progetto di riqualificazione per l’Archivio di Stato come  prospettato nel sopralluogo dei giorni scorsi.

A questo punto, si tratta di capire per quale ragione oscura , ma forse non tanto, la nostra terra e la nostra storia continuano ad essere violentate da decenni nel cuore della cultura, ovvero la Reggia di Caserta e l’Archivio di Stato.

Ma non e’ tutto.

Nell’aprile 2017  sono state presentate dalla senatrice Vilma Moronese portavoce del MoVimento 5 Stelle, due denunce riguardanti l’Archivio di Stato di Caserta, una indirizzata all’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’altra alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

Il progetto di riassegnazione degli spazi del complesso della Reggia di Caserta, redatto del commissario di Governo Ugo Soragni nel 2014, destinò l’Esedra Vanvitelliana come sede dell’Archivio di Stato di Caserta, oltre agli spazi assegnati all’interno della Reggia stessa, che furono dell’Aeronautica Militare.

Il 6 Novembre 2015, la sede di Napoli del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata, pubblicò il bando di gara per l’affidamento dei lavori da svolgersi nell’Esedra Vanvitelliana, edificio anche conosciuto come Ex Caserma Pollio. I tempi della gara si allungarono, tra rinvii e varie riaperture di gara, il 16 Giugno 2016,   fu inviata  una nota scritta al Provveditorato Interregionale dalla portavoce del M5S con la quale richiese informazioni. Ricevendo dopo diversi mesi, come risposta che l’iter procedurale era ancora in corso e che non era possibile avere accesso alla documentazione.

Il 13 Marzo 2017, è stato pubblicato l’esito della gara sulla Gazzetta Ufficiale, aggiudicata con il criterio dell’offerta più vantaggiosa con un ribasso di oltre il 65%.

” Abbiamo iniziato questa battaglia anni fa, assieme al comitato cittadino Pro Archivio, e andremo sino in fondo, come per tutto ciò che facciamo. Dopo aver prodotto due interrogazioni parlamentari, una serie di sopralluoghi, sia all’Esedra che ai locali della Reggia di Caserta che devono ospitare l’Archivio, aver richiesto e sollecitato anche per le vie brevi la risoluzione della questione, come portavoce dei cittadini e come portavoce del MoVimento 5 Stelle, ho deciso di rivolgermi alla magistratura e alle autorità competenti” a dichiararlo è Vilma Moronese, membro della XIIIa Commissione Permanente Ambiente e Territorio del Senato della Repubblica dove è capogruppo per il M5S, che ha denunciato con un esposto all’ANAC le vicende che coinvolgono l’Archivio di Stato di Caserta.

La denuncia all’ANAC .

”  Dobbiamo ricordare che oltre alla vicenda anomala dell’esito di gara con un ribasso altissimo, sulla quale ho chiesto l’intervento dell’Anticorruzione per capire se ci sono anomalie, c’è anche l’affitto della sede dell’Archivio in via dei Bersaglieri dal valore di circa 170.000 euro annui, che a quanto mi risulta, e come mi fu confermato dal Sottosegretario del Governo, dal Luglio 2014 viene corrisposto senza un regolare contratto, per un locale non a norma ” continua la Moronese, citando la risposta del sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo Ilaria Borletti Dell’Acqua, che rispose  ad un’interrogazione a sua prima firma, il 15 Aprile 2015.

” Ma non è finita, ci sono tante cose che non quadrano, come ad esempio i lavori che dovevano essere svolti all’interno dei locali della Reggia di Caserta, quelli ex Aeronautica Militare, che anch’essi devono ospitare l’Archivio. Mi fu assicurato durante un sopralluogo fatto a Marzo 2016 presso gli stessi locali, che sarebbero partiti i lavori di adeguamento per 500.000 euro e che i soldi erano già stati stanziati ed erano disponibili a fronte di un totale di 2 Milioni e 600 mila euro, e invece ad oggi non mi risulta ancora siano partiti. Poi ancora, chiedemmo di avere il cronoprogramma dei lavori al Ministro, perché fu sbandierato e annunciato sulla stampa, per poi scoprire con un’altra interrogazione, quando il Sottosegretario Cesaro venne a rispondere in commissione che questo cronoprogramma non c’era, e infatti non è mai stato pubblicato “.

La denuncia alla Corte dei Conti .

“Non mi sembra normale che dal 1972 i cittadini abbiano pagato milioni e milioni di euro, probabilmente circa 12 Milioni, senza mai avere quello che gli spetta, ovvero un Archivio di Stato degno di questo nome, che non sia in una casa privata, che sia invece in luoghi a norma ed accessibili a tutti. Perché non è possibile che ancora nel 2017 siamo in queste condizioni, l’unica cosa certa è che dal 27 Marzo scorso, l’Archivio di Stato è chiuso al pubblico, ed è trascorso già un mese, perché si starebbe provvedendo a portare parte del materiale presso gli spazi della Reggia di Caserta, non sappiamo quindi ad oggi, quando riaprirà e come, se ci sarà la sala consultazione, se avrà una biblioteca, niente. Basta andare sul sito web dello stesso per accertarlo. Anche per questi motivi ho chiesto alla Corte dei Conti di accertare i fatti ed individuare se tutto ciò ha prodotto un danno erariale alle casse dello Stato e quindi dei cittadini e di individuarne i colpevoli. Spero che la Corte indaghi affondo”  conclude la Moronese, che sull’Archivio di Stato non ha intenzione di mollare un solo millimetro, sino a che la vicenda non si concluderà favorevolmente per quella che ritiene una battaglia culturale di tutti i cittadini della provincia di Caserta.

“Anche a me questa ennesima “sceneggiata” sulla vicenda decennale e scandalosa dell’Archivio di Stato non è piaciuta per niente né tantomeno mi ha convinto- ha replicato Pasquale Iorio  Presidente del Comitato per l’Archivio di Stato –  E dispiace che il sindaco Carlo  Marino si sia prestato al gioco dei referenti del Demanio e della Sovrintendenza”.

Al di la’ dei buoni propositi di tutti, il dato certo e’ che l’Emiciclo Vanvitelliano cade a pezzi e cadono a pezzi anche i preziosi volumi e l’intera documentazione dell’Archivio di Stato.

Un ‘emergenza cultura, dunque, dove il Mibact , e il Ministro Franceschini, appaiono imbavagliati e paralizzati .

Quella del 9 novembre 2017 e’ stata davvero una visita guidata –  espressione da noi  immediatamente coniata  per indicare il percorso realizzato   nella storia e nel degrado del nostro territorio. Una visita guidata in uno Stato che ha sempre predato il Mezzogiorno d’Italia come terra di conquista.

Una visita guidata per comprendere come sia ancora di pregnante attualita’ la famosa frase di Massimo D’azeglio all’indomani dell’Unita’ d’Italia e, dunque, all’indomani del dissolvimento del Regno Borbonico  : ” Fatta l’Italia , bisogna fare gli Italiani”.

 

 

 

 

 

 

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