ASSOLTI DUE IMPRENDITORI ACCUSATI DI ATTI FALSI

Atti falsi per incassare 200mila euro

Nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere, una pronuncia sorprendente ha lasciato senza parole molti osservatori legali. Due imprenditori di Cancello ed Arnone, B.P. di 68 anni e C.F. di 36 anni, sono stati assolti dall’accusa di falso per induzione, in un caso che ha destato scalpore per la sua complessità e delicatezza.

 

L’intera vicenda ha avuto inizio quando i due imprenditori sono stati trascinati in tribunale con l’accusa di aver falsamente prodotto delle certificazioni di un decreto ingiuntivo pari a 200mila euro ai danni di un collega imprenditore di Benevento. Secondo l’accusa mossa dalla Procura sammaritana, i due professionisti avrebbero orchestrato un inganno ai danni del professionista beneventano.

 

Tuttavia, durante il dibattimento, la difesa rappresentata dall’avvocato Gaetano Ambrosca è riuscita a far emergere l’estraneità dei fatti dei due imprenditori cancellesi rispetto all’accusa loro mossa. Grazie alla competenza e alla chiarezza della difesa, è emerso che i due imputati non avevano alcun coinvolgimento nei fatti contestati.

 

Il giudice monocratico Luca Vitale ha ascoltato attentamente le argomentazioni della difesa e, dopo un’approfondita valutazione delle prove presentate, ha concluso che il fatto oggetto dell’accusa non sussiste. Pertanto, ha emesso una pronuncia di assoluzione nei confronti dei due imputati.

 

Questa sentenza non solo ha sottolineato l’importanza di un sistema giudiziario equo e imparziale, ma ha anche ribadito il principio fondamentale della presunzione di innocenza. I due imprenditori, ora assolti, possono finalmente riprendere le loro attività senza il peso ingiustificato di un’accusa infondata.

 

Questa storia serve come monito contro i giudizi affrettati e dimostra quanto sia cruciale una difesa competente e diligente per garantire una giusta e corretta conclusione dei processi legali.