Caserta – Continuano le aperture straordinarie del sabato e della domenica mattina (9:30 – 12:30) dell’ex Macrico. oggi Campo Laudato Sì, grazie all’impegno delle associazioni e dei volontari che rendono fruibili i primi ettari di quello che è destinato a diventare il più grande parco urbano di Caserta.
Ricordiamo la storia di quest’area di cui i cittadini, grazie a queste aperture straordinarie, cominciano ad appropriarsi. Parliamo di circa 33 ettari nel cuore della città, uno spazio che nasce come bene dello Stato e presidio militare dell’Esercito Italiano – il Magazzino Centrale Ricambi Mezzi Corazzati (MACRICO) – e per decenni resta interdetta alla cittadinanza. Dopo la dismissione militare, una sentenza della Corte di Cassazione del 1994 ne riconosce la titolarità a soggetti ecclesiastici, oggi riconducibili all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, tutt’oggi proprietario dell’area. Per oltre vent’anni, però, lo spazio rimane chiuso, abbandonato e senza una funzione pubblica, pur rinaturalizzandosi spontaneamente.
Da qui prende forma una battaglia cittadina lunga oltre vent’anni, portata avanti in primo luogo dal Comitato Macrico Verde, che nasce per contrastare il rischio di edificazione e rivendicare la trasformazione dell’ex area militare in un parco urbano unitario, pubblico e inedificabile. Una mobilitazione costante che ha attraversato amministrazioni, stagioni politiche e promesse mai mantenute, diventando uno dei simboli cittadini della lotta alla cementificazione.
Negli anni più recenti arriva la svolta del progetto “Da Campo di Marte a Campo Laudato si’”, promosso dalla Diocesi di Caserta e ispirato ai principi dell’ecologia integrale delle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti. Un percorso che ha portato alla parziale apertura dell’area e all’avvio di attività sociali e culturali, con i primi 5 ettari oggi accessibili grazie al lavoro volontario delle associazioni.
Il Masterplan Campo Laudato si’, elaborato da un team di architetti e urbanisti di rilievo, disegna una visione ambiziosa di connessioni pedonali e ciclabili, piazze, alberi, sport, ricerca e innovazione: un grande polmone verde centrale, pensato come infrastruttura di bellezza, inclusione ed ecologia urbana. La distanza tra visione e realizzazione si spera colmabile grazie al finanziamento di 15 milioni di euro da parte della Regione Campania.
Accanto a questi passi in avanti, però, emerge ancora preoccupazione proprio da parte del Comitato Macrico Verde per il frazionamento catastale dell’area, avvenuto nel mese di settembre. Una scelta che non coincide con la richiesta storica di una destinazione urbanistica F2 – verde pubblico inedificabile, secondo il comitato l’unica in grado di garantire definitivamente l’area dal ritorno di metri cubi di cemento e di trasformarla davvero in un bene comune per la città.
E mentre Caserta è un Comune commissariato, la speranza – condivisa ma sempre più vigile – è che questa storia non richieda altri vent’anni per trovare compimento. Dopo decenni di battaglie, l’auspicio è che il Campo Laudato si’ possa diventare finalmente, in tempi ragionevoli, qualcosa di bello, unitario e irreversibile per una città che ha urgente bisogno di aree verdi, oltre la Reggia.
Tutto il progetto è consultabile sul sito QUI